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Olivello Spinoso. Un’intera farmacia di colore giallo

Olivello Spinoso. Un’intera farmacia di colore giallo

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L'olivello spinoso, Hippophae rhamnoides, è una specie pioniera - è infatti capace di colonizzare anche i suoli poveri – nonché dioica, ossia con fiori maschili e fiori femminili distribuiti su piante diverse. Solo quest'ultime producono le bacche. Tenace contro il vento, l’olivello può sopportare temperature davvero rigide e non disdegna i terreni salini.

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Abita dunque anche le zone vicino al mare. Piccolo arbusto sa difendersi con coraggio: i suoi rami infatti sono ricchi di spine. “Il suo frutto, che somiglia ad un’oliva di color giallo carico, poco conosciuto e quasi mai presente sui banchi di vendita di frutta e verdura, merita applausi a scena aperta. Botanici, studiosi di fitoterapia, erboristi, naturopati, ricercatori scientifici sono concordi nel dire che sotto la buccia, in una drupa con un solo nocciolo all’interno, c’è un’intera farmacia. Contiene vitamina C in quantità maggiori dell’arancia, del limone, del kiwi. Poi: caroteni, sali minerali, acidi grassi essenziali, omega 3. Fa bene alla pelle, previene l’invecchiamento dei tessuti, tonifica, combatte l’infiammazione delle gengive e altre infezioni della bocca e dell’apparato digerente”. Così scrive un ammirato Morello Pecchioli che però mette in guardia dai facili entusiasmi: “I frutti dell’ Hippophae rhamnoides appena raccolti sono piuttosto acidi. Aggiungiamo che, anche se è provato che il frutto dell’olivello è davvero benefico, perfino per le gestanti, è sempre meglio ascoltare prima il parere del medico”. Consiglio peraltro buono per tutte le stagioni e valido in merito a qualsivoglia pianta, frutto, erba.

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L’olivello spinoso non è pianta tipica della macchia mediterranea. Sebbene la letteratura del tempo che fu non sembra considerarlo degno di nota, Linneo svela che i popoli nordici sposavano al salmone una salsa ricavata dal succo concentrato dei frutti di Hippophae rhamnoides. “Già in antichità i Greci usavano le bacche dell’olivello per sé e per i loro cavalli: ai soldati – spiega il nostro esperto enogastronomico di riferimento – serviva come cibo energetico e per cicatrizzare le ferite in battaglia; ai cavalli per crescere più in fretta, guadagnare peso e avere uno splendido mantello lucido”.

La ricetta

Gelatina di olivello. Dopo aver portato i frutti ad ebollizione in poca acqua trasformateli in un passato. Quindi aggiungete zucchero in quantità pari al peso delle bacche crude. Ponete nuovamente il tutto sul fuoco per una breve cottura. Unite il gelificante naturale e lasciate cuocere per il tempo indicato sulla confezione. —
 

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