Fuoriclasse/ Oncologia e la piaga delle fake news Le vittime sono i pazienti e i medici
La testimonianza del direttore del dipartimento del Policlinico, professor Stefano Cascinu insieme ai dottori Angela Toss e Luca Moscetti: «Agli specialisti il dovere di informare»
MODENA. “Acqua e limone modificano il pH del sangue debellando il tumore” ,“I latticini e gli zuccheri sono dannosi per i pazienti malati di cancro”. Queste sono solo alcune delle tante “fake news”, notizie prive di fondamento scientifico, che in campo oncologico hanno ampio sfogo.
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Nel Padiglione Beccaria del Policlinico di Modena, dottori come Stefano Cascinu, Professore e Direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia dell’AOU di Modena, la dottoressa Angela Toss e il dottor Luca Moscetti, portano avanti la lotta contro questo fenomeno i cui effetti sono sempre più deleteri.
Alle spalle di ogni scoperta che ha contribuito al progresso della medicina, c’è un elaborato processo di ricerca, articolato in molteplici fasi dai tempi molto prolungati. Basti pensare a James P. Allison e Tasuku Honjo, vincitori del Premio Nobel 2018 per la Medicina, i cui studi sull’immunoterapia anticancro si sono protratti per ben vent’anni. Al contrario, gran parte delle informazioni che dilagano senza controllo sul web, sono figlie dell’approssimazione e vengono spesso accettate superficialmente.
L’attendibilità di una notizia, soprattutto in ambito medico, è una condizione necessaria e indispensabile.
Le principali vittime di questa disinformazione sono proprio i pazienti.
«I metodi di comunicazione moderni sono cambiati ma noi medici forse non siamo stati in grado di stare al passo con i tempi», sono queste le parole della dottoressa Toss, che sottolinea il ruolo chiave del medico: «Deve porsi sullo stesso livello dei pazienti e rendere la comunicazione più diretta e comprensibile per assistere il paziente malinformato».
Il Dottor Moscetti consiglia di «valutare la validità delle fonti, chiedere a un professionista e possibilmente evitare di diffondere notizie di cui non si è certi». L’importante quindi è «parlare in termini sereni», aprendosi alle persone giuste, consapevoli della presenza di figure competenti, quali i medici, pronti ad aiutarci. —
Martina Chiapponi
Bianca Iancu
Ginevra Zanoni
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