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Rave party nell’ex cartiera ma i carabinieri bloccano tutto

Valentina Corsini
Rave party nell’ex cartiera ma i carabinieri bloccano tutto

Ventisei giovani provenienti dal Nord Italia sono stati identificati e denunciati Stavano allestendo gli impianti per poi ospitare centinaia di altri ragazzi

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Il posto è sempre quello, l’ex cartiera a due passi dalla via Emilia, l’evento anche, l’ormai classico rave party che, però, stavolta è stato sventato dai carabinieri, che erano di pattugliamento sul territorio, insieme alla vigilanza privata dell’edificio. Lo stabile, abbandonato da anni, è diventato, a quanto sembra, il luogo prescelto per queste manifestazioni che di volta in volta vengono organizzate dagli appassionati del genere grazie al tam tam sul web e sulle varie chat social. Ma sabato sera, intorno alle 22,30, lo strano via vai a ridosso dell’edificio ha insospettito le forze dell’ordine che sono subito intervenute come già era successo ai primi di dicembre scorso quando, sempre qui, si erano radunate centinaia di ragazzi provenienti da tutta Italia per una festa anche allora abusiva e non autorizzata.

Una pattuglia dei carabinieri, impegnata per dei normali controlli in zona, ha improvvisamente avvistato un gruppo di giovani, all’incirca una ventina, che, dopo aver aperto la cancellata che dà accesso al cortile dell’ex cartiera, si è introdotto all’interno passando dai magazzini. Così, insieme al personale della vigilanza privata, adibito al controllo dell’edificio, i militari sono immediatamente intervenuti per accertare quanto stava succedendo. Una volta entrati, infatti, hanno sorpreso i ragazzi proprio mentre stavano predisponendo una prima organizzazione della serata. In tutto sono stati identificati 26 giovani. Tra i quali 24 italiani e 2 stranieri. E fra gli italiani anche tre minorenni - che per pochi mesi non hanno compiuto la maggiore età - per il resto, invece, il gruppo era composto da maggiorenni. Tutti gli italiani, poi, provenienti da diverse regioni del Paese, quali l’Emilia Romagna, il Veneto, la Lombardia e la Toscana.

Come ad ogni rave party che si rispetti - feste non autorizzate ed autogestite caratterizzate da musica elettronica “sparata” ad alto volume e giochi di luce psichedelica - gli organizzatori è proprio nell’atto di montare l’impianto stereofonico, che sarebbe servito per diffondere questo tipo di musica probabilmente fino alle prime ore del mattino, che sono stati sorpresi dai carabinieri.

Non solo l’organizzazione della festa è stata smorzata sul nascere, mandando così di fatto definitivamente a monte il rave che stava per iniziare, ma a tutti i giovani presenti sono state chieste le generalità. E, una volta appurato che si erano introdotti all’interno del deposito abbandonato proprio per allestire un party abusivo, i 26 giovani sono infine finiti nei guai. Perché tutti sono stati denunciati dai carabinieri. I militari hanno anche accertato come al gruppo, che già era sul posto, si sarebbero aggiunte ben presto centinaia di altri coetanei, grazie al passaparola sul web e nelle chat create ad hoc, che alla spicciolata avrebbero raggiunto Castelfranco per una nottata di divertimento sfrenato che, invece, non si è tenuta.

L’edificio abbandonato in zona via Emilia, già per il weekend dell’ultimo ponte dell’Immacolata era balzato agli onori della cronaca per lo stesso tipo di festa abusiva. Che, allora, aveva portato nella cittadina centinaia e centinaia di giovani sempre provenienti dalle principali regioni del nord Italia, ma anche dal Lazio.

Rave durato quasi due giorni, dal venerdì alla domenica, momento in cui era iniziato il deflusso insieme ai numerosi controlli ed identificazioni dei partecipanti da parte dei carabinieri. —



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