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Botte alla moglie incinta perché utilizza internet e vuol parlare italiano

Botte alla moglie incinta perché utilizza internet e vuol parlare italiano

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SAN FELICE. Originario del Marocco, lavora come operaio a San Felice, dove vive in paese, e non aveva mai dato problemi in pubblico. Ma, a leggere le dichiarazioni della moglie, in privato era un despota violento, anche quando la donna era incinta, tanto da picchiarla brutalmente, prima e dopo il parto. Motivo: la moglie non doveva parlare e imparare l’italiano, né doveva navigare su internet.

Così, a 38 anni, è stato denunciato per maltrattamenti dai carabinieri di San Felice, al termine di una breve indagine scattata grazie alla segnalazione di un parente della donna.

Secondo la ricostruzione dei militari, illustrata ieri a Modena, la donna è stata malmenata anche il primo febbraio, pochi giorni dopo avere partorito. Disperata, ha segnalato l’accaduto a parenti residenti altrove, che hanno fatto scattare le indagini.

E in effetti, refertata in ospedale, la giovane mamma aveva i lividi al braccio destro di una presa violenta (lesioni giudicate guaribili in 7 giorni). Ma una volta in caserma ha raccontato l’incubo che viveva da mesi: in ottobre sarebbe stata violentemente picchiata, fino a perdere i sensi, quando era in attesa del bimbo.

Motivo: il marito non vuole e non voleva che la donna utilizzi internet, e che studi e impari l’italiano.

I carabinieri hanno riferito che la donna ha trovato accoglienza con il bimbo piccolo presso i parenti che l’hanno aiutata, mentre nei confronti del 38enne operaio scatteranno gli accertamenti connessi alla denuncia per maltrattamenti in famiglia. —



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