Città distretto? Gli altri Comuni hanno lasciato sola Sassuolo»
L’assessore Schenetti: «A parole tutti favorevoli ma poi collaborazione difficile» «Stazione ammodernata, gli studi col Politecnico dimostrano la bontà del piano»
«Sarò sempre grato al sindaco Claudio Pistoni che ha creduto in un progetto come quello riguardante la “Città distretto”, dandomi una delega specifica, che è stato il naturale seguito di due anni di lavoro che avevo svolto con le amministrazioni dei Comuni del territorio, da Scandiano e Rubiera fino a Maranello. Sono orgoglioso di quello che ho portato avanti, ricevendo in un primo momento il conforto di tutti i sindaci interessati, salvo poi avere serie difficoltà nella collaborazione...».
Gregorio Schenetti, assessore alla “Città distretto” analizza quanto realizzato, a dispetto di quelle che non state le “non collaborazioni” da parte degli altri soggetti coinvolti.
«Subito, per evitare anche un aggravio di spesa – continua – ho deciso di non dotarmi di uno staff con dirigente e ufficio apposito. Tutto questo mi ha portato ad un surplus di lavoro che, con quelle poche figure che collaboravano e che ringrazio, hanno prodotto anche risultati di un certo tipo. Siamo lontani da quello che mi ero prefissato ma non si può parlare di un vero e proprio fallimento. Sono venuti avanti alcuni progetti che hanno aperto un orizzonte dal quale partire, anzi dal quale “continuare” ad andare avanti».
Si riferisce a quanto era stato lanciato in un primo momento, ancora prima della giunta retta da Claudio Pistoni, in un convegno economico con Letta, quando venne avanti l'idea di “smartland” e idee comuni da condividere? «Mi riferisco a quello – conferma – ma anche a quanto aveva detto l'economista Bonomi nello stesso evento. Serviva, come poi Pistoni ha accettato di fare, che le amministrazioni del territorio dialogassero con il mondo economico, che portassero avanti insieme progetti innovativi. In questo ci ho messo la faccia. Fatto poco? Non demordo e continuerò ad interessarmi di questo progetto anche in futuro».
Quali sono stati, ad esempio, i punti raggiunti ?
«Tra gli obiettivi portati a compimento – aggiunge Schenetti – quello della sistemazione della stazione per Reggio Emilia. Insieme all'assessore Sonia Pistoni, ricordo, andammo in Regione e ottenemmo che Fer ristrutturasse l'immobile. Poi sono nati servizi per i cittadini, come quello di collegamento per la stazione “Mediopadana” di Reggio Emilia, in un secondo momento, per l'esiguità dei consensi, trasferito in partenza da Modena. Con il Politecnico di Milano abbiamo anche portato avanti il progetto “Strada della ceramica” ed avevamo inziato anche lo studio sui capannoni dell'ex Cisa Cerdisa».
Nelle discussioni partecipazione abbastanza ampia, nei fatti meno consensi.
«Le amministrazioni comunali – annuisce – sono preoccupate della quotidianità e questi sono processi culturali che le hanno trovate impreparate ma ci sono progetti, come ad esempio, “Ceramicland” che in linea di massima il consenso lo hanno avuto e rivendico il coraggio di averlo lanciato. Nei progetti bisogna credere, vanno lanciati e portati avanti: prima o poi arrivano a destinazione. In futuro bisogna avere il coraggio di continuare a sperimentare questo tipo di progetti che si adattano ad uno sviluppo territoriale a 360 gradi. Serve combattere i luoghi comuni, serve non ascoltare la gente che non ci crede e tirare dritto perché gli esempi di questo genere sono sotto gli occhi di tutti, non nel nostro settore, ma in tanti altri. Dobbiamo riuscirci anche noi». —
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