I tavoli della Regione hanno salvato 650 posti negli ultimi tre anni
In tema di crisi aziendali la Regione fa sapere che in Emilia Romagna grazie ai tavoli di salvaguardia occupazionale il 65 per cento dei dipendenti ha mantenuto il posto di lavoro. In tre anni più di 8.000 i posti "salvati" su 12.500 persone coinvolte. Dalla Saeco alla Demm, dal Gruppo Ferrarini al Mercatone Uno ma anche tante realtà di Modena e provincia, che presenta il numero più elevato assieme a Bologna.
«Le crisi aziendali in Emilia-Romagna - dice l’assessore alle attività produttive Palma Costi - sono affrontate con un grande sforzo collettivo, rispecchiando le modalità di intervento disegnate con il Patto per il lavoro. Fondamentale il ruolo dei sindacati e dei sindaci».
Le realtà territoriali più colpite sono quelle delle zone a maggiore presenza industriale: Modena (12 aziende), Bologna (12) e Reggio Emilia (9), che sono anche le città dove comunque il tasso di occupazione è in linea, o più alto, con la media regionale, dati che segnalano un forte dinamismo a favore della rioccupazione. Dopo la riforma delle Province, quasi tutti i tavoli (esclusi quelli che fanno capo alla Città metropolitana di Bologna) convergono in Regione e nei casi previsti in sede ministeriale. Le aziende modenesi sono Coop Work Service e Coop Ilia-Da (Alimentare), Terre della Badia (Ceramica), Emiliana Rottami (Chimica), CBS (Chimica), Ceramica Oscar, Sherwin Williams (Chimica), Vapor Europe(Metalmeccanica), Barbi (Metalmeccanica), Goldoni (Metalmeccanica), Sagemcom (Metalmeccanica), Martini Luce (Metalmeccanica), Trussardi (Tessile): oltre mille i dipendenti iniziali per circa 650 posti salvati. —
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