Gazzetta di Modena

Modena

la proposta di modena ora 

«Inceneritore spento per cinque mesi l’anno»

L.G.

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Spegnere l’inceneritore di Modena per cinque mesi all’anno e smettere di bruciare rifiuti da fuori provincia. La proposta viene da Modena ora, il laboratorio politico guidato dall’ex presidente nazionale di Fita-Cna Cinzia Franchini, che indica l’impianto di via Cavazza «tra le fonti inquinanti dell’aria del Comune di Modena e di quella dell’area Nord. Di conseguenza - sostiene Franchini - è necessario assoggettarlo a limitazioni d’uso, analoghe a quelle imposte al traffico, riscaldamenti e caminetti, anche se in realtà fino a oggi il termovalorizzatore ha goduto di uno straordinario e incomprensibile status di salvacondotto ambientale, come fosse ininfluente sull’ambiente. Status difeso a oltranza dai passati e odierni amministratori - incalza la lista civica - a tal punto da consentire al gestore di importare quasi il 50% dei rifiuti bruciati da fuori provincia, pur di farlo funzionare al massimo». Da qui la proposta: «Oggi l’inceneritore di via Cavazza resta spento solo due settimane, nei mesi estivi, per manutenzione - spiega ancora Modena ora - e per tenere il camino acceso 350 giorni all’anno occorrono dalle 200mila alle 240mila tonnellate di immondizia, a seconda del potere calorifero della stessa. Il problema è che Modena e provincia producono circa 120mila tonnellate di indifferenziata, quindi la metà rispetto al potenziale del camino. Di conseguenza, proponiamo di smettere subito di importare rifiuti da fuori provincia, tenendo spento spento l’impianto almeno per cinque mesi all’anno, facendo eventualmente un accordo con un altro impianto della provincia che possa funzionare in modo alternato, così da gestire il materiale accumulato nei mesi di spegnimento». —

L.G.

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