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IL DOCUMENTO delle associazioni 

Migranti, pressing sul Comune «Iscriviamoli all’anagrafe»

L.G.
Migranti, pressing sul Comune «Iscriviamoli all’anagrafe»

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L’idea è sempre quella di seguire l’esempio del sindaco Orlando, ma senza arrivare alla disobbedienza civile che Gian Carlo Muzzarelli ha già “stoppato”, in attesa che sia la Corte Costituzionale a pronunciarsi. Al centro c’è ancora la legge 132 del 2018, ovvero il decreto Sicurezza voluto dal ministro Salvini, e in particolare gli effetti sui richiedenti asilo, che con le nuove norme non possono essere iscritti all’anagrafe anche se hanno ottenuto il permesso di soggiorno per motivi di protezione umanitaria. Ma se il sindaco di Palermo ha deciso di violare la legge, firmando nei giorni scorsi i primi provvedimenti per l’iscrizione anagrafica di alcuni profughi, secondo un gruppo di lavoro modenese nato dall’unione di sindacati e associazioni - Cgil, Anpi, Arci, Coordinamento per la democrazia costituzionale e Tam Tam di Pace - esiste un modo per iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo senza violare la legge entrata in vigore a inizio dicembre. Così, dopo aver consultato i giuristi del Coordinamento, il gruppo di associazioni ha scritto una lettera ai sindaci modenesi, invitandoli ad agire di conseguenza: «In sostanza - spiega l’avvocato Mauro Sentimenti - quella che impedisce l’iscrizione anagrafica è una legge “speciale”, perché regolamenta una specifica questione, e come tale non in grado di abrogare le leggi di carattere “generale”. Tra queste, c’è il Testo unico sull’immigrazione, che sancisce che “le iscrizioni e le variazioni anagrafiche dello straniero regolarmente soggiornante sono effettuate alle medesime condizioni dei cittadini italiani”». Secondo l’avvocato, insomma, «dal punto di vista dell’iscrizione anagrafica, tutti i cittadini devono essere nelle stesse condizioni, il che significa che si può procedere con l’iscrizione senza violare la legge. Di conseguenza - incalza Sentimenti - chiediamo ai sindaci un’assunzione di responsabilità, ricordando che la mancata iscrizione all’anagrafe impedisce l’accesso dei richiedenti asilo a molti servizi, da quelli sanitari a quelli scolastici». Dello stesso avviso Tamara Calzolari (Cgil) e Anna Lisa Lamazzi (Arci): «Abbiamo aderito - spiegano - perché chi non è iscritto all’anagrafe non ha il diritto all’assistenza sociale, ad avare la carta d’identità, e di conseguenza a trovare lavoro». Ma come si comporteranno i sindaci modenesi davanti all’appello delle associazioni? Per quanto riguarda il capoluogo, in piazza Grande si stanno facendo alcuni approfondimenti tecnici, ma la posizione del Comune non è cambiata rispetto alle settimane scorse: pur essendo in forte disaccordo con le legge voluta dal ministro Salvini, il sindaco Muzzarelli non si affiderà alle interpretazioni giuridiche, e dunque non chiederà forzature “pericolose” all’anagrafe, aspettando che sia la Corte Costituzionale a pronunciarsi sul caso. —

L.G.

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