Montale si mobilita per mantenere aperto l’asilo parrocchiale
Volantini, manifesti nelle strade, il tam tam tra le famiglie per sostenere le iscrizioni della struttura in vita da 50 anni
Una comunità in fermento quella di Montale, perché il continuo calo di bambini iscritti all’asilo parrocchiale adesso ne mette in pericolo il futuro.
«Don Andrea non è la persona che chiede aiuto, per cui quando alla messa ha espresso la situazione dicendo che erano attive le iscrizioni per l’asilo e se non ci fossero state nuove iscrizioni avrebbero dovuto prendere delle decisioni diverse, abbiamo cercato di capire cosa stesse succedendo», racconta Jessica Pavesi, referente del gruppo di controllo di vicinato della zona.
Immediata la reazione dei genitori di Montale che si sono adoperati con volantinaggio, manifesti pubblicitari, un tam tam che ha coinvolto non solo la frazione ma anche Castelnuovo per sollecitare altre famiglie ad iscrivere i propri bambini nell’asilo che ha visto passare intere generazioni. Informazioni veicolate a 360 gradi che, ovviamente, hanno coinvolto anche tutti i social.
«È una scuola che ha più di cinquant’anni di vita ed è nata quando non c’era nessun altra soluzione, per quarant’anni c’è stata solo questa. Siamo passati da 56 bimbi due anni fa, a 42 lo scorso anno a 31 quest’anno. Abbiamo aperto le iscrizioni al nuovo anno poi vedremo cosa succederà in base a quanti bimbi ci sono. Per noi è importante riuscire a raggiungere le due sezioni almeno, che significa avere più di 30 bambini, e siccome ne vanno fuori 13 che vanno alle elementari noi abbiamo bisogno almeno di rimpinguare un po’ il numero», sottolinea Matteo Cassini, referente della struttura, che guarda al futuro con un misto di preoccupoazione e fiducia. Una preoccupazione che, come detto, nella frazione si è diffusa velocemente tra cittadini e commercianti, nella speranza di raggiungere soprattutto quei genitori indecisi su dove iscrivere i propri figli.
Spiega ancora Jessica Pavesi: «Noi non vogliamo obbligare le famiglie, ci mancherebbe altro, ma se magari c’è una persona che ci sta pensando, ed è indecisa prenda in considerazione il problema. Va a vantaggio non solo della sua famiglia, del suo bimbo ma pure di tutta la comunità perché è un servizio che resta sul territorio, capace di dare risposte alle esigenze locali. Magari i genitori possono pensare che un asilo valga un altro, invece in questo caso uno non vale l’altro. A noi dispiace anche perché è l’unico asilo con una cucina interna, che viene molto apprezzata e crediamo molto in questo progetto anche per questa possibilità che piace alle famiglie. È una struttura che ha dei bellissimi progetti - prosegue Pavesi – abbiamo esperti esterni che vengono per dare ai bambini un percorso più specifico, come per l’insegnante di musica, l’insegnante d’inglese. È un po’ di vecchio stampo grazie anche alle suore, per cui abbiamo bimbi che sono pronti alle elementari, bimbi che sono già indipendenti».
È un forte legame emotivo quello che lega la comunità a Don Andrea e all’asilo, dove bisognerà comunque attendere la reale fine del periodo di iscrizione (che scadeva in questi giorni ma ha sempre un poo’ di tolleranza....) per poter trarre delle conclusioni e capire se anche nel prossimo mese di settembre Montale avrà il suo asilo parrocchiale aperto. —
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