Sisma: traffico di rifiuti tre condannati a un anno
MIRANDOLA. Rimuovevano le macerie del sisma servendosi di due ditte di Crotone, cui avevano subappaltato i lavori e che cercavano di occultare ai controlli, cambiando le insegne e facendo “giochi di prestigio” con i documenti di trasporto consegnati Ad Aimag.
In sostanza per queste ragioni (il capo di imputazione era assai più articolato dal punto di vista tecnico-giuridico) l’ex presidente del Cda di Ge.Co, Paola Rebecchi, residente nel Basso mantovano, e due titolari calabresi delle ditte Gama e Tipaldi Trasporti (Antonietta Frustaglia e Antonio Tipaldi) sono stati condannati ad un anno di reclusione ieri a Modena, in un processo istruito dal pm Stefano Orsi della Dda di Bologna, e celebrato in primo grado davanti al giudice monocratico, dottor Francesco Mazzacuva.
Nelle indagini preliminari era stato prosciolto Enzo Golinelli, presidente della Scaviter (fallita) che poi è deceduto.
L’accusa era pressoché la stessa mossa a numerose altre ditte della Bassa in un procedimento parallelo sui reati del sisma, che invece se l’erano cavata con l’accusa di violazione della legge dei subappalti, finita in prescrizione.
Invece per le ditte in questione era rimasta in piedi l’accusa ben più grave, e duramente contestata dalle difese, del traffico illecito e ingente di rifiuti.
L’appalto da Aimag era stato vinto prima da Scaviter, poi fallita, quindi da Ge.co, che evidentemente avendo una gran mole di rifiuti si era rivolta ad altre ditte. Per la Dda così violando le norme, e soprattutto cercando di occultare questa operazione. —
A.SE
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