Dai bisogni di Zibi, alle accuse al Pd e il sogno di fare aziende in Africa
Grispino definì il partito «Una macchina da soldi» e intende realizzare delle fattorie per aiutare le popolazioni indigene
La vita di Domenico Grispino e di Cécile Kyenge ha riempito le pagine di giornali e settimanali fin dai tempi in cui venne scelta come ministro dell’Integrazione nel Governo Letta nel 2013.
L’ultimo caso nell’aprile del 2018, con al centro del contendere il bel Zibi, il cagnolone bianco di famiglia che deve il suo nome al campione polacco della Juventus Boniek. Il ritrovamento da parte della Kyenge di escrementi sui muri esterni della loro abitazione di Gaggio fa gridare all’attacco di stampo discriminatorio con tanto di indagini della Digos; un caso che nel giro di 48 ore rientra con la confessione di un vicino di casa. «Sono stato io - dice - L’ho fatto per ripicca, perché non raccolgono mai i bisogni del cane». In quei giorni Grispino fa sapere che era lui ad occuparsi del cane e che puliva regolarmente la zona dopo le passeggiate di Zibi. Liti di quartiere, subito rientrate.
Questioni più serie il lungo elenco di querele per le frasi pronunciate nei confronti dell’eurodeputata. Roberto Calderoli è stato condannato in primo grado a un anno e sei mesi il mese scorso (riconosciuta l’aggravante razziale) per averla definita “orango” nel luglio 2013 alla festa della Lega Nord di Treviglio. Non si tratta dell’unico caso di procedimento penale per gravi offese. Un altro leghista, Mario Borghezio, è condannato nel 2017 per diffamazione aggravata: sempre nel 2013 aveva detto che l’allora ministro Pd voleva «portare le sue tradizioni tribali in Italia» e che «gli africani appartengono a un’etnia molto diversa dalla nostra».
Marito e moglie, invece, finiscono nel 2013 al centro di un caso per una controversa intervista rilasciata da Grispino, in cui definisce il Partito Democratico «una macchina da soldi». Intervista da cui la Kyenge, ancora una volta con un comunicato stampa, si dissocia.
Qualche giorno dopo, assieme alla due figlie, annuncia che non avrebbero trascorso il Natale in famiglia, di fatto sancendo la prima crepa nel matrimonio: «Tante volte - dichiara in quei giorni - per gli schemi in cui viviamo, se l’uomo ha il controllo economico va tutto bene. Se invece la donna si trova col timone in mano, qualcosa nella coppia cambia».
Visioni diverse, come per l’integrazione. Grispino è un paladino del motto “aiutiamoli a casa loro”, tanto che in cantiere ha una start up per la costruzione di aziende agricole in Africa. La Kyenge fa dell’integrazione il suo cavallo di battaglia. —
GIB
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