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Il marito di Cécile Kyenge si candida per la Lega Lei: «È libero di farlo»

Giovanni Balugani
Il marito di Cécile Kyenge si candida per la Lega Lei: «È libero di farlo»

L’annuncio di Domenico Grispino: «Salvini è una macchina da consensi» L’eurodeputata: «Il matrimonio è finito da tempo, presto ci vedremo dal giudice»

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Ingegnere civile, ex dirigente comunale a Nonantola e Castelfranco: farà parte della lista della Lega per le elezioni amministrative nella cittadina culla del tortellino. E fin qui non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che il candidato è Domenico Grispino, 65enne marito - ma in procinto di divorziare - dell’eurodeputata del Partito Democratico Cécile Kyenge. Acerrima nemica del partito di Salvini, con cui la sfida si è consumata anche nella aule dei Tribunali, vedi la condanna di Calderoli per averla definita “orango”.

«Quelli della Lega di Castelfranco mi hanno cercato - ha spiegato Grispino a Repubblica - e sono persone con cui mi sono trovato bene: non ho trovato tutta quell’aggressività che viene loro imputata e sono pronto a mettere a disposizione le mie conoscenze e la mia esperienza. Calderoli? Gli stupidi sono ovunque se lo incontrassi gli darei il suo “avere”».

C’è poi il tema dell’immigrazione, che pone Lega e Kyenge agli antipodi: «Salvini fa il duro per mantenere la sua coerenza - prosegue Grispino - ma non l’ho mai ritenuto disumano. Lo fa solo per svegliare l’Europa. E anche il caso Diciotti non porterà a nulla. Salvini è una macchina da guerra per i consensi e questo è un aspetto della Lega, ma il mio sentimento politico mi avvicina di più a Giancarlo Giorgetti. Se voterò Pd o mia moglie alle Europee? Sicuramente il partito non avrà il mio voto, per lei ci penserò».

Dal canto suo Cécile Kyenge ha preferito non rilasciare interviste sulla vicenda, limitandosi a esporre il suo pensiero in un comunicato stampa, in cui annuncia anche la separazione dal marito: «Tutelo la sua libertà di candidarsi con chi desidera, una libertà che è garantita dalla nostra Costituzione italiana - spiega l’eurodeputata - Comprendo lo sgomento di tutti, compreso quello dei militanti della stessa Lega, ma per quanto mi riguarda è proprio il caso di dire che non c’è nessuna novità rilevante, essendo questo l’ennesimo e forse neanche l’ultimo episodio di una vicenda il cui copione è già scritto e anche noto. Dico che non c’è nessuna novità, salvo il fatto che si stia finalmente avvicinando la data dell’udienza davanti al giudice per la fine del nostro matrimonio; udienza da me richiesta ormai mesi addietro. Ho cosi cercato da tempo di mettere un punto finale all’episodica ed indecorosa esibizione delle questioni familiari, e posso capire le fibrillazioni della vigilia dell’udienza stessa. Le questioni politiche che mi vedono impegnata da anni, e nelle quali intende legittimamente impegnarsi pure mio marito, devono essere tenute al di fuori della cerchia familiare. Questo succede in tutte le famiglie che si impegnano nella cosa pubblica con etica e rispetto. Lo pretendo in primis per il rispetto delle nostre figlie e dei nostri rispettivi cari. Ho deciso di emettere questa piccola nota esplicativa, l’unica sull’argomento, che spero quindi venga chiuso e superato definitivamente. Continuerò - conclude l’ex ministro - la mia battaglia politica sulla stessa linea della lotta all’esclusione e alla xenofobia, promuovendo l’inclusione e la coesione sociale in Italia». —

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