L’argine del Panaro diventa una discarica
finale. L’argine interno del fiume Panaro, nei pressi del ponte della tangenziale (ma non solo lì...) trasformato in una indegna discarica a cielo aperto. Dove nessuno riesce ad imporre la legalità. Anzi, con l’ultima piena del fiume buona parte dei rifiuti sono stati ingoiati dall’acqua, e saranno destinati ad inquinare irreparabilmente l’ambiente fluviale a valle, verso Bondeno. Come sia possibile che nessuno riesca a mettere un freno ad una situazione che equipara questa “terra di nessuno” a ben altre realtà, sono in molti a domandarselo. Peggio, sulla questione è nata persino una diatriba con tanto di cartelli tra chi inquina e chi legittima gli inquinatori, sostenendo che i costi dello smaltimento dei rifiuti gravano indecorosamente sulle famiglie, perché affidati a ditte private che lucrano. Così, a chi ha avuto l’ardire di apostrofare gli inquinatori lasciando un cartello con un epiteto dialettale, c’è chi si è preso la briga di rispondere con un altro cartello: «....I maleducati siete voi che non vi ribellate, codardi, siete solo capaci di lamentarvi...», tuona la filippica che giustifica l’inquinamento per i costi dello smaltimento. Intanto ci rimette il fiume, con i suoi delicati equilibri naturalistici. Sotto lo sguardo attonito di tanti camminatori e cicloamatori che percorrono l’argine. —
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