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tra i 30 esperti del ministero  

Sanità, Starace nominato al Css «Salute mentale da valorizzare»

Saverio Cioce
Sanità, Starace nominato al Css «Salute mentale da valorizzare»

È da sempre un sostenitore  della “contenzione zero” per i pazienti psichiatrici Màt, l’esperienza di Modena  per combattere i pregiudizi 

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Un applauso scrosciante, immediato, quello che ha accolto ieri mattina la nomina del dottor Fabrizio Starace a componente del Consiglio Superiore della Sanità.

Così il responsabile modenese dell’Ausl per la salute mentale diventerà uno dei trenta saggi che affiancheranno il ministro Grillo nelle scelte di politica sanitaria.

L’annuncio, con la notizia della firma da parte del numero uno del dicastero, è arrivata all’incontro di ieri mattina a Bologna tra l’associazione delle famiglie dei pazienti e lo stesso Starace.

«Da più di vent’anni - ha sottolineato - mancava in questo organismo chi rappresentava istanze del mondo delle malattie mentali e dei servizi. Spero di poter fare un buon lavoro e di far arrivare nuovi stimoli in un settore che ha bisogno di applicare meglio le leggi esistenti sull’assistenza psichiatrica».

Con la firma del ministro Giulia Grillo è diventato così pienamente operativo l’organismo che raccoglie da tutt’Italia esperti di vari settori del mondo sanitario. Tutti e trenta, va precisato, non sono membri di diritto del Consiglio Superiore di Sanità ma per nomina diretta.

Fabrizio Starace, 60 anni, due figlie, è cresciuto e si è laureato a Napoli. Dopo i primi esordi professionali ha vinto un incarico a Londra e poi a Ginevra presso l’Organizzazione Mondiale della sanità e ha al suo attivo oltre 300 pubblicazioni scientifiche. Da molti anni è a Modena dov’è diventato direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze Patologiche dell’Ausl, oltre che presidente della Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica (SIEP). da sempre è in prima linea nell’innovazione organizzativa della cura per la salute mentale.

La sua figura è nota a Modena (e a livello nazionale) come promotore di “Màt”, una rassegna di una settimana con spettacoli, incontri e conferenze dedicati al mondo dei disabili psichici, in cui coinvolge pazienti e associazioni di volontari, per rompere i muri del pregiudizio su malattie difficili da capire e da accettare.

Ma c’è di più. Da sempre sostenitore della “contenzione zero”, ha promosso, da pioniere, l’azzeramento degli episodi di coercizione fisica nei reparti ospedalieri e residenziali, pubblici e privati.

In pratica ha tradotto ciò che lo psichiatra Basaglia aveva praticato per primo a Trieste; una scelta difficile, in un Italia ancora dominata dalla diffusione di manicomi - ghetto che erano la regola sino a quarant’anni fa.

«Come Ausl di Modena - è scritto in una nota - abbiamo raggiunto su tutto il nostro territorio l’obbiettivo della coercizione zero. Facciamo al dottor Starace i migliori auguri di buon lavoro». Di recente ha sostenuto l’applicazione del “Dialogo Aperto” per valorizzare pazienti-utenti e familiari. Intensa l’attività formativa e di ricerca, come documentano le oltre 300 pubblicazioni scientifiche. —

Saverio Cioce

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