Impedisce al bullo di salire sul pullman Autista denunciato dai genitori del ragazzo
Conducente Seta finisce nei guai per violenza privata. «Quel giovane ha creato problemi. Non ho imposto nessun divieto»
Un autista Seta è stato denunciato per violenza privata. I fatti risalgono al 25 maggio scorso, si sono svolti alla stazione delle corriere di Carpi e sul caso sono affiorate due versioni diametralmente opposte. Da un lato, la famiglia del giovane ha sporto denuncia ai carabinieri lamentando il fatto che al ragazzo, minorenne, è stato impedito di salire sul bus, nonostante fosse in possesso di un valido titolo di viaggio. Dall’altra, l’autista in questione smentisce questo racconto, affermando che, all’arrivo della consueta folla di giovani davanti al bus, dopo l’uscita da scuola, si è messo davanti alle porte per fare ordine. Il giovane voleva salire a tutti i costi e ha addirittura scalciato la fiancata pullman.
Una volta che la situazione si è calmata, l’autista ha invitato il ragazzo a salire, ma lui ha iniziato a gridare insulti e a minacciare la denuncia che poi si è concretizzata, dopo la conclusione delle indagini, durate otto mesi. La Gazzetta ha intervisto l’autista denunciato.
Cos’è successo il 25 maggio 2018?
«Arrivavo da Modena sul bus - racconta il conducente - Prima dell’inizio dei lavori alla stazione delle corriere c’erano diverse corsie. Mi sono posizionato in una di queste. I ragazzini, all’ora di punta, sono schegge impazzite: quando si radunano davanti al bus sembra un assalto alla diligenza. Non investirli è un miracolo».
Cosa succede quando aprite le porte del bus?
«I ragazzi spingono come dei dannati. Quel giorno, io mi sono messo davanti alla porta, sollevando le braccia, per chiedere ai passeggeri di salire in ordine. In quel momento, il ragazzo ha scatenato una scena isterica. Era il primo della fila, me lo sono trovato addosso. Ha iniziato a gridarmi insulti gravi, di ogni genere. E ha calciato la fiancata del pullman».
Poi cos’è successo?
« Quando la situazione si è un po’ calmata, l’ho invitato a salire. Se dovessi lasciare a piedi tutti quelli che si comportano in modo maleducato, infatti, partirei con metà passeggeri. Lui non smetteva di urlare. Mi ha gridato: “Io con te non salgo, mi hai messo le mani addosso e io sono minorenne. Ti denuncio”. E pensare che io non l’ho toccato. Anzi, sono io ad essermelo trovato addosso. Lui, quindi, non è salito, ma, ripeto, non certamente per una mia scelta. Quello è un bullo, io non ho picchiato né offeso nessuno».
Com’è venuto a conoscenza della denuncia?
«Un mese fa i carabinieri di Carpi mi hanno contattato, chiedendomi di ricordare che cosa ho fatto quel giorno. Poi i militari di Novi mi hanno parlato della denuncia».
Cosa farà adesso?
«Ho messo il mio caso nelle mani di un avvocato. Noi viviamo in guerra tutti i giorni. A questi ragazzi dovrebbero insegnare l’educazione. Mentre ogni giorno veniamo spintonati, offesi, insultati. Ci sputano addosso, ci minacciano. Questo mentre noi dobbiamo stare attenti che non si facciano del male, perché, altrimenti, è responsabilità nostra». —
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