In chirurgia 800 casi Il numero dei parti è tornato sopra i tremila
3.020 parti nel 2018 (oltre il 4% in più rispetto al 2017), 577 neonati ricoverati in Terapia Intensiva (+2,7%), 20.000 pazienti in età pediatrica (0-14 anni) visitati, 800 interventi di chirurgia pediatrica.
Questa la carta di identità del Dipartimento ad Attività Integrata Materno – Infantile dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Modena, diretto dal professor Lorenzo Iughetti che ha lo scopo di unire tutte le specialità che si occupano dei bambini e della donna.
Il Dipartimento, infatti, comprende la Pediatria (diretta dal prof. Iughetti), l’Oncoematologia Pediatrica (di cui è referente la dottoressa Monica Cellini), l’Ostetricia e Ginecologia (prof. Fabio Facchinetti), la Chirurgia Pediatrica (dottor Pier Luca Ceccarelli), la Neonatologia (prof. Alberto Berardi). Il Dipartimento è punto di riferimento provinciale per il parto ad alto rischio e svolge, in collaborazione con il 118, il servizio di trasporto di emergenza neonatale (Sten).
A queste si aggiunge la Genetica Medica (diretta dalla dottoressa Olga Calabrese che fornisce consulenza e diagnosi genetica alla persona/famiglia affetta da una patologia genetica e/o a rischio di svilupparla e/o di trasmetterla. I dati dei parti sono in crescita, all’Ostetricia del Policlinico, per il secondo anno di seguito. Nel 2018, i parti sono stati 3.020 (+4,3% rispetto al 2017). Metà dell’incremento di 135 parti proviene dal Distretto di Pavullo. Le mamme di origine straniera hanno contribuito per il 42% dei parti (contro il 45% del 2017), quindi il 58% dei parti ha riguardato donne di nazionalità italiana. Tra le straniere il Magreb la fa da padrone (11%), seguito da Subsahara (7%) ed Est Europa (7 per cento).
L’attività chirurgica pediatrica, attiva fin dal 1998, negli ultimi due anni si è attestata intorno a circa 750 interventi chirurgici/anno, ma il dato più rilevante è che in questo lasso di tempo gli interventi videoassistiti (laparoscopici, toracoscopici e di endourologia) hanno avuto un incremento pari al 52 per cento, rappresentando oggi oltre il 20 per cento di tutta la casistica operatoria. —
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