La scuola Rulli Frulli un metodo studiato anche all’università
FINALE EMILIA. La Banda Rulli Frulli fa scuola tanto che il “metodo didattico Rulli Frulli” è studiato dall’Università Cattolica.
L’ateneo milanese nel 2015 ha premiato la Banda tra i dieci migliori progetti italiani di integrazione con ragazzi diversamente abili.
Il metodo consiste nella costruzione di strumenti musicali con materiali di recupero e nell’avvio di un laboratorio musicale .
«L’Università Cattolica ci sta seguendo nei vari progetti in giro per l’Italia raccogliendo interviste e testimonianze – spiega il direttore della Banda, Federico Alberghini – La raccolta dei dati, che durerà due anni, sfocerà in una certificazione a livello scientifico del metodo didattico Rulli Frulli che sarà, così, a disposizione di tutti».
Ad oggi, sono 2800 le persone impegnate in Italia, grazie ai progetti della Banda.
È il caso di Baranzate, periferia nord di Milano, il comune più multietnico d’Italia, un paese di quasi 12 mila abitanti, di cui un terzo proviene dall’estero. Una bella scommessa per arrivare a una forma di integrazione efficace.
«Sono 77 le etnie presenti, un piccolo mondo che vive nel raggio di pochi metri – spiega Alberghini – Da novembre ha preso il via un progetto Rulli Frulli finalizzato alla realizzazione della “Banda del Quartiere di Baranzate”, un gruppo formato da ragazzi dai 10 ai 25 anni che costruiranno insieme gli strumenti musicali con materiali di recupero». “Rulli Frulli Semi Liberi” è portato avanti nell’ospedale psichiatrico giudiziario di Reggio Emilia mentre il progetto “Marinai” coinvolge 25 richiedenti asilo e 10 ragazzi italiani sempre a Reggio Emilia.
In più ci sono attività anche a San Patrignano e il progetto “Notte di luce” con cui la Banda entra in tutte le scuole elementari di Reggio facendo attività dirette da un insegnante e da un ragazzo speciale della banda. Il progetto è finanziato dalla Fondazione Carlo Guglielmo Andreoli e dalla Fondazione Alta Mane Italia. —
L.S.
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