Maxi discarica di Finale Le contraddizioni del mondo agricolo
In paese le associazioni mobilitano i trattori contro il piano ma in Regione firmano il sostegno al progetto sui rifiuti
FINALE. “Le imprese emiliano-romagnole riscontrano una sempre maggiore difficoltà a conferire i propri rifiuti da avviare a smaltimento o recupero energetico in impianti regionali a causa di una contingente carenza dovuta ai ritardi del Piano regionale dei rifiuti per ricorsi giurisdizionali ancora pendenti”. È l’accusatoria fotografia che emerge dal verbale di intesa tra la Regione e le associazioni del mondo economico regionale per “la condivisione di misure a sostegno dell’economia circolare e dello sviluppo in un’ottica di sostenibilità”. Di fatto l’atto, evidenziando come manchino sbocchi per la gestione di rifiuti speciali solitamente inviati all’estero, certifica la necessità di proseguire sul piano regionale che comprende anche la maxi discarica di Finale.
Appare però curioso annotare come tra i firmatari, oltre alle associazioni economiche che sulla piano di ampliamento proposto da Feronia si sono sempre tenute lontane da possibili schieramenti, vi siano anche insospettabili. Il documento, infatti, trova il sostegno di Confagricoltura, Coldiretti, Cia e CoopAgri ossia le associazioni agricole che nel momento più caldo della protesta hanno mobilitato gli associati locali. Ci si trova quindi di fronte ad una dicotomia: da una parte i dirigenti regionali che supportano il progetto regionale per lo smaltimento dei rifiuti, dall’altra invece gli associati e i referenti del territorio che si sono apertamente schierati contro il piano da 1,2 milioni di tonnellate. Sono infatti stati gli agricoltori finalesi i protagonisti dell’ultimo periodo con la sfilata di un centinaio di trattori per le strade del paese. Molti di loro hanno inoltre presidiato la sede di Arpae durante le ultime due riunioni della Conferenza dei Servizi. L’opposizione è netta e si fonda su un interesse collettivo ed economico: nel territorio finalese sono diversi i produttori fornitori di importanti marchi della grande distribuzione nazionale e mondiale e il rischio di perdere determinate certificazioni ha innalzato il fronte della battaglia.
Il piano sottoscritto in Regione però prova a guardare anche oltre, prevedendo centri di raccolta e ridistribuzione dei rifiuti speciali da inviare poi agli impianti di smaltimento. —
F.D.
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