Modena, ancelle di rosso vestite per difendere la legge sull'aborto
L'occasione e' stata la presentazione di un ordine del giorno, depositato a ottobre e discusso, del consigliere della Lega Luigia Santoro, a lungo giovanardiana. L'ordine del giorno chiede "iniziative per la prevenzione dell'aborto e a sostegno della maternita'"
MODENA. "Difendiamo la legge 194". Si riempie di pubblico e si anima la sala del Consiglio comunale di Modena. Tiene banco un presidio di qualche decina di persone, che si posiziona dietro gli scranni dei consiglieri: spuntano striscioni e cartelli, mentre diverse donne arrivano vestite da ancelle in armonia ai costumi della serie Handmaid's tale, come era gia' capitato qualche mese fa in Consiglio comunale a Verona durante un dibattito analogo. E non si trattava di un anticipo del carnevale.
"Il Consiglio comunale e' pacificamente invaso da donne e uomini a difesa della legge 194. Una bella pagina per la nostra citta'", enfatizza via Facebook la giunta Muzzarelli, per iniziativa dell'assessore al Lavoro Andrea Bosi, pubblicando foto del presidio.
L'occasione e' stata la presentazione di un ordine del giorno, depositato a ottobre e discusso oggi, del consigliere della Lega Luigia Santoro, a lungo giovanardiana. L'ordine del giorno di minoranza, letto da Santoro e intitolato "iniziative per la prevenzione dell'aborto e a sostegno della maternita'", chiede al sindaco Gian Carlo Muzzarelli e alla sua giunta "iniziative e politiche" a tema, compresa la possibilita' di finanziare le associazioni che nel territorio aiutano "le madri in difficolta' che vorrebbero portare avanti la gravidanza".
Qualcosa di simile al 'modello Verona', dunque, senza pero' i numeri per essere approvato.
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