Due strumenti all’avanguardia donati all’ospedale di Vignola
Investimenti della Fondazione e dell’associazione benefica “Io sto con voi” A disposizione dei medici una colonna laparoscopica 4k e un ecografo
Un ospedale in continua espansione quello di Vignola, che si riconferma nel suo costante processo di rinnovamento anche grazie al contributo di chi decide di investirvi, con una generosità «accompagnata da un forte senso di appartenenza ad una comunità di cui si ascoltano i bisogni e alla luce dei quali si fa la propria parte in collaborazione con le istituzioni per contribuire al miglioramento dei servizi», come spiega la presidente dell’Unione Terre di Castelli Emilia Muratori. A fare dono all’ospedale di due nuovi macchinari sono stati rispettivamente la Fondazione di Vignola, con un investimento da 55mila euro per l’acquisto di una colonna laparoscopica 4k e l’associazione “Io sto con voi”, che ha permesso al pronto soccorso di godere di un ecografo di ultima generazione.
«L’ospedale di Vignola è entrato in questi anni a far parte di un progetto come centro di riferimento per tutto il territorio della Valsamoggia, in particolare per alcune attività che hanno rappresentato svolta particolarmente importante. – spiega Massimo Annichiarico, direttore generale dell’Ausl di Modena - Senza voler fare una gerarchia, l’ospedale si è distinto per la sua capacità di rispondere all’urgenza, la sua capacità di svolgere attività chirurgiche di altissimo profilo tecnico e professionale e per l’assistenza in ambito oncologico».
Una struttura che potrà d’ora in poi vantare un migliore e più efficiente inquadramento diagnostico dei pazienti all’interno del pronto soccorso, come rende noto la direttrice Roberta Grimaldi, ma anche l’implementazione del livello degli interventi chirurgici grazie alla colonna laparoscopica 4k, uno strumento che permette di operare con tecniche chirurgiche mini-invasive. Quest’ultimo acquisto, in particolare, permette la penetrazione addominale del paziente attraverso sofisticati strumenti dotati di telecamere, che consentono dunque di evitare l’operazione “a cielo aperto” con benefici in termini di minor trauma e decorso ridotto per il paziente, ma anche di migliore precisione del chirurgo, come esposto dal primario di chirurgia Silvia Neri.
«Sempre di più il progresso tecnologico ci permette di utilizzare strumenti che sono in grado di esplorare quello che non si vede – racconta il presidente della Fondazione di Vignola Valerio Massimo Manfredi - Le macchine non hanno emozioni, non hanno preoccupazioni, non hanno timori, non hanno dubbi, esplorano l’universo interno di ciascuno di noi. L’anima non la vedono, però vedono di che cosa siamo fatti, la parte anche meno estetica di noi, ma che ci fa vivere una vita degna di essere vissuta. Questi progressi in campo scientifico e tecnologico sono sempre più avanzati, sempre più precisi, e consentono ai sanitari di formulare delle diagnosi praticamente perfette. Il nostro dovere è semplicemente quello di rendere possibile l’utilizzo di queste macchine, queste apparecchiature che ascoltano, vedono, che permettono interventi che fino a pochi anni fa non erano nemmeno concepibili».
Un nuovo fiore all’occhiello che va a sommarsi alle circa 150 nuove attrezzature acquisite dall’Ausl per l’ospedale tra il 2015 ed il 2018, con un incremento nei volumi di accesso al pronto soccorso del 6% dal 2015 ed il raggiungimento della quota del 100% di copertura entro i tempi stabiliti per gli interventi di chirurgia generale attuati nel 2018, un'attività anch'essa aumentata, passando dalla quota di 992 interventi attuati nel 2017 a 1048 nel 2018. —
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