Giulio, di professione fisico e con la passione dei trekking
Ferrari è nato a Montale proprio davanti l’antico cammino a cui ha dedicato un libro con cartine geografiche e informazioni per percorrerlo
“La via Vandelli: antica strada nuovo cammino” è il titolo del diario di Viaggio di Giulio Ferrari, che è nato a Montale, proprio sulla via Vandelli e fin da piccolo è sempre stato affascinato dalla storia di questa importante strada di comunicazione alla quale lo legano tanti ricordi ed episodi importanti della sua vita. Sulla nota biografica del suo libro, Giulio Ferrari, che di professione fa il fisico e non è nuovo alla scrittura, racconta che adora camminare sulle strade d’Italia e in particolare su quelle a lui più famigliari dell’appennino tosco-emiliano perché nella vita ama stupirsi e attraverso il cammino ciò può ancora accadere.
Il vcolumetto, oltre a contenere pensieri, riflessioni e osservazioni dell’autore è arricchito di belle foto, di disegni, cartine geografiche e di utili informazioni pratiche turistiche per l’escursionista.
«Questa pubblicazione arriva solo alla fine di una lunga ricerca che ho intrapreso negli anni riguardo a questa strada storica. Quello che volevo fare era ripercorrere esattamente la via Vandelli, nel suo itinerario originario – racconta l’autore – mi sono così imbattuto in una ricerca dettagliata sul territorio capendo quali sono ancora oggi i pezzi percorribili e dove invece è necessario apportare delle varianti al percorso. Ma soprattutto mi sono imbattuto con stupore nella figura di questo abate ingegnere, cartografo illuminista, una persona anomala e straordinaria per essere un uomo religioso di quei tempi. Vandelli aveva capito che ciò che serviva ai D’este era una via di comunicazione agevole anche al traffico delle carrozze, corredata da tutta una serie di servizi incredibili per l’epoca come le osterie, le locande e le stazioni di posta in quanto rappresentava l’accesso al Mare Tirreno e quindi di importanza strategica anche per le attività commerciali. Una finalità molto diversa rispetto a quella della quasi contemporanea Via Giardini che aveva invece il compito di collegare i possedimenti diretti e indiretti degli austriaci in Italia».
Per chi decidesse di mettersi sulla via Vandelli esiste un’ampia bibliografia, curata anche dalla Regione Emilia Romagna, sia cartacea che on line per intraprendere il cammino in sicurezza e senza tralasciare nessuna delle meraviglie che può regalare. — P. D.
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