Passo dopo passo sono tredici gli antichi cammini in regione
La Romea Nonantolana collegava il Nord Italia a Roma e nei pressi dell’Arno si univa alla Via Francigena Il boom della Via degli Dei
L’Emilia Romagna, proprio per la posizione strategica che ricopre nella penisola, è attraversata da numerose vie di comunicazione storiche che mai come in questo periodo stanno vivendo una riscoperta da parte di una nuova ondata di pellegrini moderni che ne apprezza sempre più il fascino storico e naturalistico. Sono ben 13 gli antichi cammini: la Via Francigena, la via Romea Nonantolana, la Via degli Dei, il Cammino di Sant’Antonio, la Via degli Abati, la via Romea Germanica, Il Cammino di Assisi, il Cammino di San Vicino, Il Cammino di San Francesco da Rimini alla Verna, la Via Matildica del Volto Santo, La Piccola Cassia, La Via Vandelli e La Via Romea Strata Longobarda Nonantolana.
Se La Via Romea Nonantolana è la millenaria strada di comunicazione più famosa del nostro territorio che collegava il nord Italia a Roma seguendo all'incirca il percorso del fiume Panaro, attraversando la pianura emiliana, l’appennino tosco-emiliano, il pistoiese per poi ricongiungersi alla storica via Francigena nei pressi dell’Arno, molto di moda oggi è la Via degli Dei, un percorso escursionistico che collega le città di Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini. Il nome deriva probabilmente dai toponimi di alcuni monti attraversati, fra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola, e affonda le sue origini in epoca etrusca e romana. È un percorso molto bello in tutte le stagioni dell’anno ma soprattutto in primavera grazie alla meraviglia dei prati in fiore. È stato ricostruito a partire dagli anni '90 e ci sono punti in cui i sentieri passano proprio sulle antiche pavimentazioni stradali che hanno resistito a 2000 anni di storia. — P. D.
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