Il grido delle imprese arriva fino in Regione
Il presidente Bonaccini anticipa i rimborsi del 50% di Irap E Ferroni rilancia: «Quattro milioni di opere già finanziate»
«Abbiamo stanziato 36 milioni per dimezzare l’Irap alle piccole e medie imprese montane, che sono il 92% del tessuto: a metà anno vi vogliamo già dare il 50% dei rimborsi». Lo ha annunciato venerdì il presidente della Regione Stefano Bonaccini nell’atteso confronto sulla montagna a Pieve in una sala con più di 150 persone. Il provvedimento interesserà 11mila delle 12mila aziende collocate sui monti dell’Emilia Romagna. «Non cambierà la vita, ma è una boccata d’ossigeno» ha osservato.
Si tratta del piano B per introdurre una fiscalità di vantaggio. Il piano A è legato all’autonomia differenziata su cui un anno fa Bonaccini aveva firmato un accordo preliminare con l’allora presidente del Consiglio Gentiloni: «È previsto - ha detto Bonaccini - la possibilità di introdurre delle Zone economiche speciali (Zes) con fiscalità di vantaggio. Ma siccome c’è stato un rallentamento nella procedura, andiamo avanti con altre forme di sostegno per la montagna. Resto comunque fiducioso sull’autonomia: il 15 febbraio vedrò Conte».
Agevolazioni fiscali sono state chieste da tutti gli intervenuti, ma anche maggior promozione territoriale, manutenzione strade e investimenti. Qui Bonaccini ha ricordato i fondi per la nuova seggiovia di Sant’Anna (2,1 milioni), mentre per le strade ha fissato un incontro con il presidente della Provincia Tomei. Ma ha sottolineato anche l’importanza della banda larga (copertura entro il 2021) per aziende e turismo.
Il grido d’allarme di chi abita qui è stato forte: «I giovani scappano perché non si capisce qual è la prospettiva del territorio - ha detto un padre - Stiamo morendo, e se non c’è volontà di rilancio, è inutile restare a fare gli eroi». «Da Pieve all’Abetone gli appartamenti sono tutti in vendita, non si affittano neanche a Natale» ha evidenziato un altro.
«Va detassato e defiscalizzato tutto ciò che dipende dalla Regione» ha esortato il consigliere Galli (Forza Italia).
«Per restare in montagna servono due cose: lavoro e sicurezza sanitaria - ha rimarcato Gaetano Vandelli di Pavullo 95 - in passato la gente veniva anche per il livello dell’ospedale di Pavullo. Poi l’avete declassificato a ospedale di prossimità, e hanno iniziato a chiudere i reparti».
Sul fronte sanitario, il sindaco Corrado Ferroni ha annunciato che dal 19 febbraio alla Casa della Salute arriverà il geriatra, e dal 7 marzo il pediatra, mentre l’automedica di Riolunato sarà anche diurna. «Nel 2019 abbiamo 4 milioni di opere già finanziate: oltre alla seggiovia, il cantiere (810mila euro) per la galleria di Tagliole e il rifacimento (500mila euro) dell’area esterna della Casa Salute (con il Maggiociondolo di Riolunato). Già avviata la progettazione per il miglioramento sismico di scuola d’infanzia e micronido (550mila euro). E poi c’è il liceo sportivo con ski college, per cui attendiamo l’attivazione». —
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