Intanto Muzzarelli va a cena in parrocchia con il Pd
Il sindaco comincia le serate in campagna elettorale dai locali di Gesù Redentore «Dopo Vasco tutto è possibile in questa città. Noi abbiamo il fisico per vincere»
MODENA. Da una parte il locale di tendenza e l’aperitivo, dall’altra la sala parrocchiale e un menù fatto di pasta al forno, cotechino (oppure arrosto, come faceva notare l’aggiunta a pennarello) e dolci casalinghi. Una sfida a distanza - nemmeno troppa, visti i 900 metri tra un luogo e l’altro - tra Pd e centrodestra a trazione Lega: poche ore prima della presentazione del candidato sindaco Stefano Prampolini, i dem modenesi si sono ritrovati nella sala della parrocchia del Gesù Redentore, sempre al Villaggio Giardino, per una cena di autofinanziamento che ha permesso al sindaco Gian Carlo Muzzarelli, ricandidato alle amministrative del 26 maggio, di fare il punto sul mandato che si sta per chiudere e sulla sfida alle porte. Così, davanti a più di cento persone arrivate per cenare con lui, con il consigliere regionale Giuseppe Boschini e con il segretario cittadino Andrea Bortolamasi, il primo cittadino ha ribadito «il valore del Pd, ancora punto di riferimento del nostro Paese».
Guardando alla sfida di fine maggio, Muzzarelli ha indicato «la piena e dignitosa occupazione come uno degli obiettivi principali: è questa la condizione per guardare al futuro, un futuro che passa inevitabilmente per i nostri giovani, che rappresentano la leva fondamentale per la crescita». Quindi, un passaggio sul tema dell’accoglienza:
«Ogni volta che abbiamo accolto chi ne aveva bisogno - ha ricordato il primo cittadino - siamo diventati più robusti, ma ora grazie a questo governo abbiamo 48 ragazzi che sono stati cacciati fuori dalle strutture che li accoglievano senza cibo e senza un tetto».
Ma le preoccupazioni del sindaco riguardano anche i progetti per il futuro del centro storico, dai chioschi sui Viali che finalmente potranno vedere la luce alla riqualificazione del polo Sant’Agostino: «Qualche settimana fa - ha fatto notare Muzzarelli tra gli applausi - la coppia disastrosa Sgarbi-Giovanardi, dopo aver fatto aprire una chiesa a mezzanotte, si è presentata davanti ai chioschi per dire che non va bene niente…».
Ma i problemi più grossi sembrano arrivare dal Sant’Agostino: «Quando abbiamo siglato l’accordo con il ministro Franceschini qualcuno aveva detto “faremo cambiare idea a Roma” - ha aggiunto Muzzarelli - e ora, poche settimane dopo l’arrivo della nuova sovrintendente, da Bologna iniziano già ad arrivare pareri opposti a quelli di prima…».
Il timore, insomma, è che con il ministero a guida Cinque stelle non arrivi il via libera per le demolizioni, bloccando ancora una volta il progetto. In chiusura, il primo cittadino ha rispolverato il suo cavallo di battaglia: «Dopo Vasco tutto è possibile - ha sorriso - e ora siamo pronti a fare un’altra pazzia dal nome Motor Valley Fest». Pronto alla sfida con il centrodestra anche il segretario Bortolamasi: «A fine maggio - ha spiegato - ci giocheremo qualcosa in più della futura amministrazione della città, anche perché oggi abbiamo una destra che sta facendo sprofondare il Paese.
Per questo, prima che sul piano politico, dobbiamo sconfiggerli dal punto di vista culturale e valoriale, in una città che ha fatto dell’apertura verso l’altro il proprio punto di forza». Secondo il segretario cittadino, però, «questa partita non la vincerà solo Muzzarelli, ma tutti noi: per questo ognuno di noi deve metterci un “pezzo”, partendo dai valori che hanno reso grande Modena. Una cosa è certa: noi il fisico per vincere ce l’abbiamo». —
L.G.
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