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Prampolini vuole la poltrona di sindaco «Tolleranza zero, come Rudolph Giuliani»

Luca Gardinale
Prampolini vuole la poltrona di sindaco «Tolleranza zero, come Rudolph Giuliani»

Il candidato di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si è presentato ufficialmente davanti a trecento persone al 212

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MODENA. Il primo pensiero va a Mauro, che con la sua cravatta verde su baffo bianco la Lega l’ha portata in Emilia, convincendo Umberto Bossi che la strada giusta era quella rosso-verde, quella dei Comunisti padani.

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Oggi il rosso è decisamente alle spalle, come ricorda l’anticomunista Enrico Aimi, e probabilmente è andato anche il verde, rimpiazzato dal “blu Salvini”.

Ma il ricordo di Mauro Manfredini, lo storico leader del Carroccio modenese scomparso quattro anni fa, è ancora vivo nella mente di un partito che ha cambiato pelle: così, nel giorno in cui il “baffo” avrebbe compiuto 77 anni, un centrodestra a trazione leghista ha organizzato la conferenza di presentazione di Stefano Prampolini, l’uomo scelto dal Carroccio (e accettato con parecchi mal di pancia dagli alleati) per lanciare il primo vero affondo al Pd e vincere le amministrative del 26 maggio.

In un “212” strapieno (circa 300 i modenesi che ieri mattina si sono presentati nel locale di via Galilei), i leader delle quattro forze che sostengono Prampolini hanno fatto quadrato attorno al candidato, che ha messo da parte la giacca da commercialista un po’ impettito per lasciarsi andare a battute e stoccate all’avversario principale, ovvero il sindaco uscente (e candidato Pd) Gian Carlo Muzzarelli. «Qualcuno pensa che i leghisti siano un po’ barbari - ha ironizzato il candidato - ma io di certo non ho né i capelli né la barba per interpretare quel ruolo... ho accettato volentieri una sfida importante, un po’ come mi avessero chiamato per risollevare le sorti di un’azienda in difficoltà».

Ma quali sono le risorse che serviranno per rilanciare l’azienda-Modena?

«Servirà tanta competenza - ha aggiunto Prampolini - e poca appartenenza: se io domani dovessi essere operato vorrei il medico più bravo, non quello che ha votato come me. Ecco, per noi la competenza sarà in cima alla lista».

Quindi, il tema sicurezza, che sarà al centro del programma: «Oggi viviamo con inferriate e filo spinato attorno a casa, un po’ come se fossimo in guerra - ha spiegato il candidato sindaco - mentre le ragazze non escono di sera per paura». Ma cosa può fare oggi un sindaco per la sicurezza? «Un sindaco non può fare tutto - ha ricordato Prampolini - ma alcune cose importanti sì: di certo, con me ci sarà tolleranza zero per chi commette crimini. Ho in mente un modello come quello portato a New York da Rudolph Giuliani, sindaco di origini italiane, e in generale di far capire alla criminalità che con noi non avrà vita facile».

E proprio sulla sicurezza è arrivata una stoccata a Muzzarelli: «Vedere un’amministrazione che ha un bilancio da 220 milioni aspettare mesi per installare telecamere per 200mila euro mi fa sorridere - ha aggiunto Prampolini - ma gli errori in questi anni sono stati tanti, a partire dall’aver sempre trascurato la Modena produttiva». Quindi, una risposta emblematica a chi gli chiedeva della questione alleanze e della rottura con i “giovanardiani”: «Non vorrei che ci limitassimo a pensare al nostro orticello, quando fuori c’è un’altra forza importante da considerare». Occhi puntati sul 26 maggio, ma anche sul ballottaggio, e di conseguenza sulle strategie per conquistare i voti dei Cinque stelle... —


 

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