Gazzetta di Modena

Modena

la manifestazione 

Sfilata in centro storico per il caso Italpizza In 500 con i SiCobas

Sindacalisti e associazioni: «È un sistema da smantellare Ciò che succede in azienda è solo la punta dell’iceberg»

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Il caso Italpizza sbarca in centro. Più di cinquecento persone si sono riversate ieri pomeriggio tra le strade cittadine. Da largo Sant’Agostino a piazza XX Settembre lavoratori, sindacalisti del Si Cobas e studenti hanno catturato l’attenzione di passanti ed esercenti diversamente contenti, manifestando contro il «nuovo caporalato degli appalti». Un sistema che ha fatto emergere «le violazioni» nello stabilimento di San Donnino, ma che i manifestanti individuano in altre realtà del territorio, citate durante la manifestazione.

«Italpizza è un’azienda di tante del territorio modenese – ha esordito Marcello Pini del Si Cobas – che rispecchia il “sistema Modena”, fatto di intrecci tra la politica, l’economia, le istituzioni, in certi casi la malavita. Sono aziende in cui girano tantissimi soldi sulla pelle dei lavoratori e lo sfruttamento è all’ordine del giorno». «Il sistema non riguarda solo il Modenese – ha precisato Eleonora Bortolato, rappresentante regionale del sindacato – e permette una deregolamentazione abbastanza ampia del settore degli appalti. Una produzione totalmente appaltata alle cooperative ci lascia un po’ perplessi. Italpizza ai suoi dipendenti applica un contratto alimentare: perché i lavoratori in appalto devono averne uno diverso? Su ciò possono essere fatti interventi legislativi». «Ci sono cooperative che non hanno niente di mutualistico – ha fatto eco Pini – perché altrimenti dividerebbero gli utili a fine anno». Senza distinzioni hanno partecipato aderenti a Si Cobas e Guernica, al Movimento Non Una Di Meno e al Nucleo Internazionalista d’Italia, a Rifondazione Comunista e a Modena Volta Pagina (Mvp). «Chi lavora nei servizi del Comune si trova in situazioni analoghe di precariato e sfruttamento», ha affermato Claudio Tonelli di Mvp. Davanti alla Prefettura, sede di molti vertici negli ultimi mesi, i manifestanti hanno ricordato che «la sede rappresenta il popolo, appartiene al popolo» prima di schierarsi contro il Cpr. Il corteo ha proseguito poi dai viali lungo via Saragozza (tra strettoie e auto in divieto di sosta) fino a piazza XX Settembre. «Non ci fermeremo fin quando non arriveremo al risultato finale – ha concluso Aldo Milani, coordinatore nazionale Si Cobas – e non solo per Italpizza. Vogliamo sconfiggere l’intero sistema». —

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