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Fuoriclasse/ L’anima punk esiste Parola di Francesco

Alessandro Manzieri Filippo Moschi
Fuoriclasse/ L’anima punk esiste Parola di Francesco

Intervista a Santillo, personaggio unico nel suo mondo di via Canalino 

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MODENA  Futuro è innovazione. Innovazione è unicità. Unicità è andare contro-corrente. Sarà questo il pensiero dei giovani di oggi? O è necessario una nuova scossa radicale che scuota le fantasie ed i caratteri? Ne discutiamo con uno dei pochi che, a Modena e forse in tutta l’Emilia, ancora porta avanti uno stile unico nel suo genere, un evergreen dell’alternatività, l’eterno punk.

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Molti lo ritengono un genere appartenente al passato, più precisamente ai mitici ’70 e ’80, e sebbene sia difficile da trovare, rappresenta una realtà ancora esistente, grazie a persone quali Francesco Santillo. Proprietario del negozio “Rock’n Roses” ( Via Canalino 65, Modena ), propone articoli appartenenti non solo alla moda punk, ma anche metal, goth e vintage, sempre appartenenti alla sfera dell’alternativo. Ha iniziato l’attività assieme a sua moglie nell’aprile 2015 a Bologna, in seguito è avvenuto il trasferimento a Modena nell’ottobre 2017.  L’idea iniziale era di creare un luogo che riuscisse a trasmettere il fascino e l’esplosività della sua anima punk, diluita con quella più sobria e creativa di sua moglie Stefania e il risultato è un nostalgico ma anche attuale connubio di colori,accessori e abiti decisamente fuori dall’ordinario.    

 

Hai notato particolari differenze tra Bologna e Modena in fatto di apertura mentale ed interesse ai generi che proponi e porti avanti?

“Riguardo al numero di persone la differenza praticamente non c’è, ma in proporzione direi che Modena sia molto più alternativa di Bologna e ciò è stato uno dei motivi del nostro trasferimento, anche dal momento che a Bologna c’era una concorrenza abbastanza sleale, almeno per quanto riguarda le t-shirts di gruppi, che sono vendute anche dagli ambulanti della Montagnola.”

 

Parlando di giovani, ti puoi ritenere soddisfatto dal numero di ragazzi che frequenta il tuo negozio ed ascolta musica definibile come alternativa?

“Tutto sommato sì, sono abbastanza soddisfatto anche se una netta maggioranza di giovanissimi ascolta tutt’altra musica ma è anche vero che ognuno deve ascoltare ciò che vuole, però in realtà sto riuscendo ad “indottrinare” qualcuno di loro!”

 

Secondo te cosa andrebbe cambiato nella mentalità comune per evitare avversione, pregiudizi e stereotipi nei confronti di persone alternative come te e per fare in modo che siano considerate “normali”?

“Innanzitutto va stabilito il significato del termine “normale”, insomma ciò che per me è normale potrebbe non esserlo per qualcuno diverso da me. Non andrebbe cambiato niente perché ognuno ha il diritto di essere ciò che vuole e perciò la situazione in fondo va bene così com’è…solo un po’ di rammarico nel vedere che quelli che giudicano spesso si vestono tutti allo stesso modo ed ascoltano la stessa musica commerciale solo perché vogliono seguire i dettami delle mode. ”

 

Ti è successo di ricevere commenti maligni o critiche?

“Certamente, ricorda che sono cresciuto negli anni ’80 a Caserta e portavo i capelli lunghi che erano considerati quasi diabolici e venivo fermato dalla polizia quasi tutti i giorni”

 

Ci vuoi lasciare con una riflessione da vero punk?

“Posso solo dire che il punk non è morto, ne sono un chiaro esempio, e che non morirà mai!”

 

 

 

 



 

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