Fuoriclasse/ La forza dell’universo tra suoni e algoritmi a caccia dell’equilibrio
È un percorso dinamico e coinvolgente quello della mostra “al-jabr” A Palazzo Santa Margherita ci si immerge ai confini della natura
MODENA. Innovativa. Emozionante. Spettacolare. Si riassume così “al – jabr” (algebra), la mostra personale dell’artista audiovisivo Ryoichi Kurokawa, originario di Osaka e residente a Berlino, che il Palazzo Santa Margherita di Modena ospiterà fino al 24 febbraio.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30023616:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/fuori-classe/fuoriclasse-la-forze-dell-universo-tra-suoni-e-algoritmi-alla-civica/110240/110849]]
Pioniere dell’arte realizzata attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie, l’artista crea installazioni e performance multimediali coniugando elementi sonori e visivi che suggeriscono allo spettatore una diversa percezione del reale. Dal significato letterale del titolo “algebra”, che indica la ricomposizione delle parti in un insieme, deriva il processo creativo dell’artista: rielaborare leggi e dati scientifici per rappresentare la decostruzione e ricostruzione di elementi naturali.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30023637:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/fuori-classe/fuoriclasse-galleria-civica-daniele-de-luigi-vi-spiego-la-mostra-al-jabr/110248/110857]]
Tutti i dati sono stati forniti dalla collaborazione con importanti istituti di ricerca scientifica. Ad accogliere gli spettatori è “unfold”, opera che trasporta il pubblico ne «l’infinitamente grande e lontano» - volendo riprendere le parole del curatore della mostra Daniele De Luigi - attraverso la riproduzione su uno schermo singolo del processo di evoluzione della stella.
Completa l’installazione una serie di otto stampe digitali su lightbox che riportano le tre fasi di creazione dell’opera. Segue nella seconda sala “ad/ab Atom”, che offre un’esperienza diametralmente opposta rispetto ad “unfold” immergendo l’osservatore ne «l’infinitamente piccolo». Sette monitor con disposizione elicoidale illustrano il passaggio dalla scala micrometrica a quella nanometrica attraverso la distorsione di grafici e modelli matematici.
La terza sala ospita le sculture della serie “renature”, che riproducono la trasformazione delle strutture esterne di insetti ed aracnidi con la sinterizzazione laser, tecnica che permette di solidificare le polveri. Occupano la stessa sala anche i dittici della serie “Ittrans”, scansioni tridimensionali di fiori e frutti, resi poi bidimensionali attraverso l’applicazione di due algoritmi usati nel comportamento dei fluidi.
La serie di opere multistrato “elementum”, collocata nella quarta sala, è emblema dell’origine culturale dell’artista: è infatti realizzata con la tecnica “oshibana”, caratterizzata dall’utilizzo di foglie e fiori essiccati e pressati disposti su una lastra di alluminio e trattenuti da un reticolo disegnato a computer.
Nell’ultima stanza, attraverso l’osservazione dell’opera “oscillating continuum”, è possibile comprendere come ogni forza e materia presente nel nostro universo sia una continua sequenza di oscillazioni tra atomi. Quest’ultima opera è costituita da due parallelepipedi in equilibrio su uno spigolo, sostenuti solo dal lato che condividono: ciò rimanda all’ inesauribile ricerca di equilibrio nell’universo. —
Marilena Cornia
Emma Neri
Giulia Panetta
Camilla Zucchi
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
