Fuoriclasse/ «Scommetto sui giovani perché sanno innovare
Mauro Rossi spiega le scelte aziendali nel campo della ristorazione
MODENA. «Quello che dite, anche se siete giovani, ha un peso. Questo è un grande traguardo: quando ero giovane io a comandare erano i genitori o i nonni». Con queste parole l’imprenditore modenese Mauro Rossi, proprietario di tre importanti attività di ristorazione tra cui Caffè Remondini e Osteria Rossi in piazza Roma, definisce l’influenza che la nuova generazione può avere sulla realtà.
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Quali vantaggi comporta assumere ragazzi senza alcuna esperienza?
«Abbiamo deciso di puntare sui giovani perché sono un’importante risorsa. Il loro apporto all’ambiente lavorativo è assolutamente positivo: portano innovazione in un mondo in continuo sviluppo, e riescono ad inventare nuovi lavori».
Ad esempio?
«E’ evidente che alcune occupazioni siano destinate a sparire; altre, legate all’ambiente dei social, stanno nascendo. E per utilizzare al meglio grandi piattaforme come Facebook e Instagram serve un’esperienza che, paradossalmente, solo i giovani ci riescono ad assicurare. E da questi media dipende l’andamento di una attività. Il problema dei ristoratori oggi è anche TripAdvisor…».
Quindi è importante, perfino nel curriculum, il profilo personale sui social?
«Un ragazzo che ha una discreta visibilità su un social è più facile che venga assunto rispetto a chi è meno seguito. In una realtà a banco, come la nostra, una maggiore popolarità favorisce l’aumento della clientela. Poi, certo, non è tutto».
Ma un ragazzo laureato ha più possibilità di essere preso di uno che ha appena conseguito il diploma?
«Il problema del neolaureato è la sua relazione con questi tipi di lavori: se temporanea o continuativa. Ritengo che, nel nostro futuro, non esisterà più la concezione di un lavoro stabile, ma bisognerà mettersi in gioco ogni 2, 5 o 10 anni».
Spesso si dice che i giovani mancano di forza di volontà: è un luogo comune?
«Sì. Hanno tante risorse, ma ogni tanto bisogna farli scendere dal pianeta social e farli tornare sulla terra».
Quanti dipendenti ha la sua azienda?
«Attualmente 36, con tipi di contratti diversi: a chiamata, a tempo indeterminato…».
Qual è il livello di tutela per i giovani?
«Le tutele infortunistiche cambiano a seconda del contratto. Inoltre, per garantire un’adeguata formazione ai giovani lavoratori, il Comune mette a disposizione corsi formativi in base al percorso di studi. Le possibilità ci sono».
Michelangelo Vuono
Stefano Pancotti
Rebecca Cipolletta
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