Gazzetta di Modena

Modena

Fuoriclasse/ Il doping tra leggi e segreti «Gli atleti non capiscono che si diventa dipendenti»

Francesca Rompianesi Giulia Martinelli Matteo Gatti Pietro Saguatti
Fuoriclasse/ Il doping tra leggi e segreti «Gli atleti non capiscono che si diventa dipendenti»

Intervista a Gustavo Savino, direttore della Medicina dello Sport in provincia di Modena Le sostanze ancora più utilizzate: prima la cannabis, poi gli anabolizzanti e la cocaina

3 MINUTI DI LETTURA





MODENA Il doping è al pari di una qualunque tossicodipendenza, non va sottovalutato”.
Gustavo Savino, direttore della medicina dello sport dell’azienda USL e del Centro regionale Antidoping con sede a Modena, sostiene fermamente questa tesi.

[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30023613:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/fuori-classe/fuoriclasse-il-prof-giustavo-savino-doping-il-pericolo-per-chi-ne-fa-uso-e-altissimo/110239/110848]]

Il doping, generalmente definito come l’ assunzione di farmaci o pratiche mediche non giustificate da patologie ma a scopo di alterare le prestazioni sportive, grazie alla legge 376 emanata in Italia nel 2000, è considerato reato secondo il codice penale. Questa attività illecita ora grava sull’atleta indipendentemente dalla volontà dello stesso. Prima di questa svolta, fu emblematico il caso del ciclista Simoni, il quale  per tre volte ha giustificato la presenza di cocaina nel corpo dando la colpa ad anestetici utilizzati dal dentista, tè e caramelle alla coca assunti inconsapevolmente. Successivamente alla legge, invece, durante le Olimpiadi di Torino del 2006, un gran numero di atleti non partecipò per paura di risultare positivi ai controlli antidoping ed essere quindi penalmente perseguibili.
Nonostante questi progressi vi sono ancora contraddizioni, come l’eliminazione dell’alcol dall’elenco delle sostanze vietate nel 2018 e l’esclusione della classe amatoriale da eventuali condanne.
La diffusione di questo problema è preoccupante, infatti secondo un recente studio il numero di dopati nel mondo è 15,5 milioni, pari circa al 1,9% della popolazione, ma questo dato comprende solamente chi è risultato positivo ai controlli ed è dunque una cifra approssimata per difetto.

Savino, qual è la sostanza più utilizzata?
“ E’ sempre stata la cannabis, principalmente usata a scopi ricreativi, perché la presenza del principio attivo, chiamato  thc, nel sangue permane per più settimane, per questo si è deciso di alzare la soglia del limite consentito. Attualmente le sostanze più utilizzate sono gli anabolizzanti e  stimolanti come la cocaina.”

In quali paesi europei il doping è considerato reato ?
“Ad oggi solamente in Italia, Spagna, Grecia e Francia. Negli altri paesi è considerato solo un illecito sportivo.”

Gli effetti delle sostanze dopanti sono evidenti sin da subito?
“ Variano a seconda dei prodotti utilizzati. Gli stimolanti, per esempio, hanno conseguenze immediate.”

Chi e come effettua i controlli?
“ I due organi principali sono il CONI-NADO e il Ministero della Salute che hanno svolto rispettivamente 8727 e 806 controlli nel 2017. La frequenza è ancora molto bassa e non equamente divisa tra gli sport, infatti il ciclismo e la maratona sono maggiormente sorvegliati rispetto a discipline come la pallavolo e per questo presentano il numero più elevato di atleti dopati.
Gli esami avvengono principalmente in competizione e i soggetti vengono scelti tramite sorteggio.
Si predispone un trattamento speciale per gli sportivi a cui spetta l’esenzione a fini terapeutici purché presentino una documentazione che accerti la patologia.”

Come ci si comporta con gli atleti positivi?
“Se è la prima volta la sospensione è di 18 mesi, se è la seconda ha una durata maggiore e se il soggetto risulta positivo una terza volta è prevista la squalifica a vita. Gli sportivi in questione non sono consci della loro dipendenza, infatti il consultorio aperto a Caserta nel 2005 non ha registrato alcun ingresso.
Per quanto riguarda la riabilitazione in Italia non vi sono ancora centri di recupero mentre in Francia questi atleti  sono tenuti a svolgere lavori socialmente utili per lo sport e a frequentare percorsi antidoping.”

Quali sono i suoi obiettivi per il futuro?
“Bisogna sensibilizzare gli sportivi e non sul doping, argomento di cui si parla ancora troppo poco e supportare la ricerca scientifica. Vi sono portali di sostegno come il sito www.positivoallasalute.it che è dotato di un numero verde contattabile anche in forma anonima. Non bisogna dimenticare che il doping, l’alcolismo e le altre tossicodipendenze dovrebbero godere di pari considerazione.”

 

Francesca Rompianesi, Giulia Martinelli, Matteo Gatti, Pietro Saguatti 5G

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google