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Per la Bretella scatta l’ora X Atteso il nullaosta del ministero

Luca Gardinale
Per la Bretella scatta l’ora X Atteso il nullaosta del ministero

Ultimo passaggio burocratico per il progetto esecutivo: venerdì la scadenza I comitati si oppongono e lanciano la “bretellina” con collegamento ferroviario 

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L’opera in sé non è in dubbio, ma qualcosa da dire il ministero potrebbe anche averlo. Perché entro venerdì prossimo, come annunciato venerdì scorso a Pavullo dall’assessore regionale alle Infrastrutture Raffaele Donini, è previsto un importante passaggio prima di poter procedere con i lavori della Bretella Campogalliano-Sassuolo.

Entro il 15 febbraio, infatti, il ministero delle Infrastrutture si dovrà pronunciare sul progetto esecutivo dell’opera: un parere che appunto non mette a rischio il progetto stesso, che è già stato approvato ed è già finanziato, ma che potrebbe prescrivere alcune modifiche o porre dubbi che di conseguenza rallenterebbero la partenza dei lavori che, con un parere pienamente positivo, potrebbero invece partire a breve.

Nel frattempo, a dire ancora una volta “no” alla Campogalliano-Sassuolo sono i comitati “No Bretella”, Legambiente e Italia Nostra Modena, Lega per la difesa ecologica, Comitato salute e ambiente Campogalliano, associazione “Liberamente cittadino di Formigine” e Comitato per l’acqua pubblica di Carpi. Con una lettera inviata al governatore Bonaccini, al presidente della Provincia Tomei e al collega reggiano Zanni e ai sindaci dei Comuni interessati, da Modena a Casalgrande, i comitati ribadiscono la loro contrarietà a un’opera «che corre troppo vicina ai campi acquiferi di Marzaglia - spiega Eriuccio Nora del comitato “No Bretella” insieme a Giovanni Losavio di Italia Nostra - zona di protezione assoluta in una delle aree più inquinate d’Europa». Ma secondo le associazioni, l’utilità della nuova infrastruttura oggi sarebbe decisamente diversa da quando l’opera fu concepita: «Rispetto al periodo pre-crisi - spiega ancora Nora - quando il volume delle piastrelle in circolazione arrivava a 650 milioni di metri quadrati all’anno, ora siamo scesi a 450 milioni».

I comitati, comunque, non si limitano a dire “no” all’opera: «Abbiamo delle proposte più razionali, meno costose e impattanti - incalza Gianni Ballista - partendo dalla cosa più urgente, ovvero una “bretellina” ferroviaria che colleghi lo scalo di Dinazzano a quello di Cittanova, una importante via di transito delle merci parallela a quella stradale». «Un’opera che correrebbe prevalentemente sul lato reggiano del Secchia e che avrebbe notevoli benefici - incalza Nora - dall’impatto inferiore a quello della Bretella autostradale alla maggiore sostenibilità economica e ambientale del trasporto merci su treno, dal contestuale alleggerimento del traffico sulla Modena-Sassuolo all’impiego di due scali già predisposti per la logistica delle merci via ferrovia. Infine - si legge ancora nella lettera inviata a sindaci e presidenti - così si eliminerebbero gli ostacoli al transito delle merci attraverso l’arco alpino senza la necessità di compiere una parte del tragitto su tir, per poi dover scomporre il carico e ricomporlo sul treno». —

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