Apre champagne con una “sciabolata” Vetro nell’occhio di una 15enne, è grave
L’incidente sabato notte a Villa Settecento. La ragazza operata d’urgenza. Rintracciato e indagato dai carabinieri un 18enne
Rischiare di perdere un occhio, a 15 anni, per dello champagne sbocciato “da fenomeni” con la tecnica della sciabolata, a una festa su cui c’è ancora tanto da capire.
È successo sabato sera, anzi notte ormai, a Pavullo a Villa Settecento, locale disco (in via Pietri) chiuso da un anno e mezzo ormai e che ora viene affittato per feste.
Come questa appunto, che ha fatto il pieno di ragazzini. L’incidente è avvenuto poco prima dell’una: la dinamica esatta è da accertare dai carabinieri, sta di fatto che qualcuno ha preso una bottiglia di pregiato champagne Moët & Chandon (in realtà due quelle acquistate, 50 euro l’una) dal frigo e un conosciuto 18enne pavullese in compagnia di amici ha pensato bene di stapparla “a sciabolata”, cioè col taglio trasversale del collo della bottiglia. Non con una sciabola vera ovviamente, ma con la consuetudine che si è instaurata di aprire le bottiglie fatte ghiacciare con un colpo secco al collo della bottiglia con un oggetto tagliente, in questo caso una specie di carta di credito. Il tappo così è schizzato con attaccato ancora il vetro, e ha colpito dritto all’occhio destro la 15enne, anche lei di Pavullo, che era a sette metri di distanza, in compagnia di amiche. La ragazza ha cominciato subito a sanguinare. È andata in bagno con le amiche a sciacquarsi, non pensando subito a una cosa così grave. Ma sangue, dolore e impossibilità di vedere hanno convinto gli amici a portarla a casa. E da lì i genitori l’hanno subito condotta al Pronto soccorso di Pavullo, dove d’urgenza l'hanno inviata a Baggiovara per un complesso intervento chirurgico fatto nel cuore della notte, con prognosi riservata. Nessuno dalla festa (continuata tranquillamente fin dopo le 3) ha chiamato i carabinieri, avvisati solo dai sanitari dell’ospedale.
Ne è nata subito un’indagine “vecchio stile” fatta di testimonianze e incroci di informazioni, con cui i militari del Nucleo operativo assieme a quelli della stazione in mezza giornata hanno individuato quale “sbocciatore” il 18enne A.A., italiano, denunciandolo per lesioni colpose gravi aggravate dal gesto imprudente con cui ha aperto la bottiglia, che esponeva a rischi del genere.
Nonostante la gravità del ferimento, non si era interessato più di tanto: sono stati i carabinieri a risalire a lui dopo accurate verifiche e sopralluoghi nella villa, convocandolo d’urgenza domenica pomeriggio. Prima come testimone, e poi, in base al suo stesso racconto, come indagato. —
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