I ragazzi alla festa «Un gesto sfortunato»
Ma poteva dirsi davvero festa privata quella di sabato a Villa Settecento?
Sembrerebbe di no, sentendo le testimonianze dei ragazzini che c'erano e che ieri all'uscita da scuola si sono fermati nelle vicinanze a parlare dell'episodio: la 15enne ferita frequenta il Cavazzi, e la notizia a scuola è diventata tema del giorno. «Sì, c’era un elenco di invitati – ha raccontato uno – ma poi quando entravi pagavi il biglietto: io ho pagato».
«Anch’io» ha confermato un altro. «Tutti noi abbiamo pagato» è stato il responso finale del gruppo.
Se fosse davvero così, l’evento profilerebbe gli “inviti” come sorta di “prenotazioni” e potrebbe quindi condurre a denunce per organizzazione abusiva di pubblico spettacolo, con risvolti penali e sanzioni amministrative. Le presenze dovevano essere tante, visto che i ragazzi nella ressa hanno detto di non essersi accorti della gravità dell'accaduto. «Si è capito che era successo qualcosa, ma non si è visto bene, però di sicuro il ragazzo non l'ha fatto apposta». Questo chiaramente nessuno lo mette in dubbio. Lui e la famiglia - assistita da un legale - sono molto affranti, Ma il fatto meriterebbe l'apertura di un capitolo anche “educativo” nei confronti dei genitori che hanno dato a figli in gran parte minorenni soldi in abbondanza per l'ingresso a un evento non bene identificato e per l'acquisto di alcolici a piacere, tra cui le due costose bottiglie di champagne.
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