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Il 15 febbraio la data clou Lo sfogo del presidente su... “ricchi e poveri”

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È la data di venerdì 15 febbraio quella che dovrebbe segnare un vero e proprio spartiacque nella richiesta di autonomia. Ma la vigilia è di quelle al veleno. «Chi nelle ultime settimane si è lanciato in una campagna che, quella sì, punta a dividere le cosiddette Regioni ricche da quelle povere, ho l’impressione che la proposta dell’Emilia-Romagna non l’abbia nemmeno mai letta. Se lo facesse- sottolinea Bonaccini- scoprirebbe che noi chiediamo 15 delle 23 competenze possibili, che mai abbiamo aperto il capitolo del residuo fiscale e che non chiediamo un euro in più allo Stato».

Qual è, quindi, il punto? Stefano Bonaccini è chiaro: «Chiediamo, invece, risorse certe per fare una programmazione seria. Come? Potendo gestire direttamente qui le risorse già ora spese dallo Stato per le competenze che proponiamo ci vengano trasferite, convinti di poterlo fare meglio, per rendere più efficienti i nostri servizi e più rapide le risposte della pubblica amministrazione ai cittadini e alle imprese, potenziando il welfare e la sanità regionali e per poter aiutare chiunque abbia davvero bisogno. Mi piacerebbe vedere tutti impegnati in questo sforzo, che è anche lo sforzo per tagliare sprechi e inefficienze, e siamo convinti che il nostro sia un percorso che altre Regioni, del Sud, del Centro e del Nord, possano avviare - continua concludendo Stefano Bonaccini - l’Emilia-Romagna non vuole un sistema scolastico regionale, assumendo gli insegnanti e imponendo suoi programmi; per noi il sistema scolastico nazionale non si tocca, noi vogliamo invece gestire la programmazione degli organici e degli investimenti, potendo formare i tecnici specializzati, i medici di cui abbiamo bisogno». —

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