Gazzetta di Modena

Modena

La testimonianza dell’amica che l’aspettava 

«Mia sorella ferita diceva che Giacomo era morto»

«Mia sorella ferita diceva che Giacomo era morto»

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IL RACCONTO

«Eravamo già arrivati al bar e li aspettavamo per la colazione. Siccome non arrivavano ho chiamato mia sorella. Quando ha risposto, le ho chiesto subito dove fossero. Mi ha detto solo: «Giacomo è morto». Rosa è pallida e ha smesso di piangere ma è provata. Non dorme dal giorno prima. Quella che doveva essere la coda di una bella serata con gli amici in discoteca è diventata un incubo: la sorella è una delle ragazze sbalzate dall’auto guidata da Giacomo Montella. Ora è ricoverata a Baggiovara e l’hanno operata a un’anca: la prognosi emessa ieri è di 40 giorni ma resterà sotto osservazione per i traumi e le fratture riportate.

Si conoscevano tutti da pochi giorni. È una delle poche cose che aggiunge Rosa prima di andarsene: «Mia sorella lo frequentava da poco tempo ma erano diventati amici». A lei si uniscono gli amici storici di “Jack”, come veniva chiamato affettuosamente dalla sua compagnia di Fiorano. (Montella abitava a Spezzano). Amici storici, come il giovane che nasconde il suo dolore dietro gli occhiali da sole: «Io e Jack eravamo più che amici, eravamo fratelli. Sempre insieme, sempre uniti in vacanza, alle feste, alle serate in discoteca. Abbiamo passato una vita insieme e giorni indimenticabili. Lo conosco da quando eravamo ragazzi: abitiamo a breve distanza. L’altra sera non c’ero: sono rimasto a casa». Sono tanti altri gli amici legati al 29enne morto ad aver partecipato ieri mattina a un primo incontro per stringersi attorno ai familiari di Montella e non lasciarli soli in quel momento di dolore terribile. Sono rimasti per ore in piedi e in silenzio davanti alla Medicina Legale senza dire nulla, solo per testimoniare il loro affetto. —

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