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Modena, la protesta degli avvocati: «Tribunale fatiscente»: negata aula ai penalisti Li ospiteranno i medici

Modena, la protesta degli avvocati: «Tribunale fatiscente»: negata aula ai penalisti Li ospiteranno i medici

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MODENA. Per la prima volta in assoluto a Modena, un presidente del Tribunale di Modena ha negato un’aula per l’assemblea di avvocati. In questo caso, ha detto di no ai penalisti che si devono riunire in vista del rinnovo delle cariche.

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Il no è stato motivato dal presidente dottor Pasquale Liccardo col fatto che Palazzo di Giustizia è considerato fatiscente e che ha già segnalato lo stato di potenziale pericolo al Ministero di Grazia e Giustizia. Ora gli avvocati dovranno riunirsi presso l’Ordine dei Medici di Modena che hanno messo a loro disposizione la loro sede di piazzale Boschetti.

Questo episodio si innesta all’interno di altri fatti che recentemente hanno acuito la tensione tra avvocati e presidente del Tribunale. Lo fanno sapere gli stessi penalisti delle Camere Penali “Perroux” ricordando che il loro stato di agitazione resta permanente anche in febbraio e che in marzo, fatte le verifiche, decideranno su altri possibili giorni di astensione.

Il primo motivo, ricorda il presidente dell’assemblea dei penalisti modenesi, avvocato Graziano Martino, riguarda la cancelleria penale e le sue carenze. Alle loro ultime rimostranze il dottor Liccardo ha risposto, spiegano i penalisti, che la loro visione è «unilaterale». Il secondo motivo di forte disagio riguarda la decisione presa sempre dal presidente del Tribunale, dopo aver ascoltato la sola Procura e non gli avvocati, di spostare le udienze di opposizione ai decreti penali negli Uffici del Giudice di Pace in via San Pietro. Queste udienze, poi, non verranno più stenotipate. Con possibile effetti opposti a quelli sperati, dicono i penalisti.

Infine, il caso del rifiuto dell’aula ai penalisti. «Una decisione priva di precedenti nella storia del Tribunale di Modena» la cui ragione «parrebbe risiedere - si legge nella nota delle Camere Penali - (secondo quanto riferito verbalmente dal presidente del Tribunale nel preannunciare la segnalazione agli uffici competenti del Ministero) allo stato di fatiscenza dei locali del Palazzo di Giustizia che renderebbero necessario ridurre le attività a quelle strettamente necessarie per garantire lo svolgimento del pubblico servizio». Fatto contraddetto dalla «quotidiana e doverosa apertura al pubblico del Tribunale che lascia chiaramente intendere - perché sarebbe grave il contrario - che il palazzo di Giustizia sia agibile e sicuro per chiunque vi acceda». «E lo dimostra anche - spiega l’avvocato Martino - il fatto che subito dopo il tribunale ha ospitato un processo simulato con studenti delle superiori». —

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