«Esuberi in Coop Alleanza 3.0, scioperiamo»
Cgil in ansia per 200 lavoratori modenesi: «Non c’è ancora chiarezza». La direzione: «Gestiremo la ricollocazione»
Preoccupazione da parte dei lavoratori modenesi di Coop Alleanza 3.0 - riuniti ieri in assemblea - alla luce della dichiarazione dei vertici aziendali, fatta lo scorso gennaio, di oltre 700 esuberi a livello nazionale che l’azienda intende ricollocare.
«Continua ad esserci incertezza - afferma in una nota Laura Petrillo segretaria della Filcams-Cgil di Modena - sui numeri degli esuberi che impatteranno sul territorio, sulle modalità e i criteri con i quali verranno affrontati. La direzione aziendale si è limitata a chiarire le funzioni che verranno riorganizzate, ma ancora non ha chiarito quanti impiegati modenesi verranno coinvolti dalla riorganizzazione».
Gli impiegati che lavorano nelle sette sedi o uffici sono circa 1.500 e con la riorganizzazione in atto saranno quasi dimezzati. Si tratta delle tre sedi principali del colosso cooperativo (Bologna, Modena e Reggio Emilia) più gli uffici di Milano, Ravenna, Pordenone e Mirano (Venezia). Non esistono comunicazioni ufficiali ma riguardo Modena è prevedibile che i lavoratori coinvolti possano variare da circa 150 a 200, così come potrà avvenire a Bologna e Reggio Emilia. In particolare, osserva il sindacato, l’azienda ha detto di voler mettere in campo la mobilità volontaria con incentivi all’esodo, poi di procedere con la ricollocazione nei punti vendita e nelle aziende compartecipate, escludendo per ora il ricorso agli ammortizzatori sociali.
Timore, viene aggiunto da Petrillo, anche su eventuali «chiamate individuali» per risolvere le singole posizioni, «mentre è auspicabile che tutta la riorganizzazione sia gestita in modo collettivo con la mediazione delle rappresentanze sindacali nazionali e territoriali». Quindi, conclude la nota, «i lavoratori e la Filcams-Cgil sono pronti alla mobilitazione se, già a partire dai prossimi incontri, non arriveranno risposte puntuali e se la direzione continuasse a lasciare i lavoratori nell'incertezza sul proprio futuro occupazionale».
Dal canto suo Coop Alleanza 3.0 tiene a ribadire il suo massimo impegno nella salvaguardia dei posti di lavoro, seppur da riorganizzare: «Si tratta di un intervento fisiologico dopo una fusione, con la massima attenzione alle persone. Come evidenziato anche nella riunione , Coop Alleanza 3.0 opererà, con un confronto continuo e nella massima condivisione con i lavoratori, e in raccordo con le organizzazioni sindacali per raggiungere l’obiettivo comune di tutelare le persone, mettendo in atto tutte le misure possibili per gestire la ricollocazione e azzerare gli impatti occupazionali, nell’arco di un biennio» . —
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