Il Cattaneo-Deledda in tour fa scuola in tutta Europa
Sono ben 51 tra insegnanti, tecnici e dirigenti ad andare in missione all’estero «Per restare al passo è essenziale mettersi in gioco. Ne beneficiano i ragazzi»
Gli studenti non sono i soli a poter partire per fare l’esperienza di Erasmus. Alle scuole Cattaneo-Deledda, infatti, sono anche i professori a decollare. Sono addirittura 51 quelli che andranno in missione all’estero, per crescere professionalmente ma anche per portare altrove l’esperienza modenese e per «portare ai ragazzi modenesi nuovi stimoli». Il progetto “Challenge in European Professional Developement”, con durata 24 mesi e termine ad agosto 2020, presenta tre modalità possibili per la partecipazione dei docenti alla mobilità internazionale: la prima modalità è il “Corso”, indirizzato ai gruppi che si occupano della diffusione di una dimensione europea all’interno della scuola, oppure volto ad aiutare lo sviluppo di competenze linguistiche o Ict; il “Job Shadowing”, la seconda modalità, è il confronto e la partecipazione a giornate scolastiche all’interno di una scuola di un Paese europeo; la terza infine, è il “Teaching Assignments Abroad”, nel quale si propone un proprio percorso didattico da insegnare in aggiunta alla programmazione della scuola ospitante.
Nell’istituto socio-commerciale-artigianale “Cattaneo-Deledda” vi sono ben 51 mobilitanti tra cui insegnanti, tecnici, dirigenti che hanno aderito al progetto. La mobilità Teaching Assignments Abroad partirà in autunno per recarsi in due istituti finlandesi. Prima di questa mobilità vi sarà un gruppo che andrà a svolgere Job Shadowing, per poi riferire le tecniche di insegnamento e le atmosfere del luogo per agevolare poi il lavoro di chi partirà successivamente per il Teaching. Tra i professori in partenza con questo scopo vi è Francesca Testi, che ci racconta che «nonostante la paura iniziale per la partecipazione, questa esperienza all’estero allarga gli orizzonti, aiuta al miglioramento ed alla crescita personale e professionale, in quanto ci inseriremo in un contesto che già funziona, e sarà interessante ma anche una sfida, vista anche la nostra formazione disciplinare e legata all’epistemologia della materia, in contrasto con il contesto finlandese, che è molto applicativo».
Alcuni gruppi invece sono già tornati: un gruppo è andato a Bath (Inghilterra), l’altro è andato a Porto (Portogallo). Quest’ultimo gruppo è stato ospitato dall’Istituto Escola artística de soares dos reis. Chi ha partecipato racconta che «ciò che colpisce di più è l’ambiente presente all’interno dell’istituto, i ragazzi entrano in una scuola luminosissima ed hanno un enorme vantaggio in quanto le classi vengono divise in gruppi più piccoli, divisione resa possibile anche grazie alla presenza di esperti esterni che, gratuitamente, aiutano l’organizzazione della classe e ciò migliora molto la gestione e l’apprendimento. Questo aspetto dell’organizzazione ci ha colpito e stimolato incredibilmente».
Il gruppo di modalità “Corso” è stato inserito nel progetto “Developing an European Dimension in your School” di Bath all’inizio di quest’anno. Veronica Fossa, che ha partecipato all’esperienza, ci racconta che «l’obiettivo è cogliere alcuni aspetti che poi ci si può portare a casa, nel nostro caso si era sottolineato l’aspetto della valutazione, organizzazione e leadership. È stato messo in evidenza come in altri Paesi europei anche all’interno dell’istituzione è possibile fare carriera attraverso la formazione attraverso alcuni step». Patrizia Gazzotti, tra le organizzatrici del progetto, sostiene infine che «queste partenze sono importanti per l’ampliamento degli orizzonti del personale didattico, in quanto la scuola e l’istruzione è in movimento, e per restare al passo è essenziale conoscere realtà diverse dalle proprie». —
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