L’ultimo saluto a Ezio con l’omaggio di tre bande musicali
Cappelletti, 59 anni, era il maestro di quella locale Gestiva il ristorante Panoramic. Il cordoglio del sindaco
Il paese ha perso il suo maestro, l'anima musicale del paese. In un attimo. Erano le 19.30 di lunedì quando Ezio Cappelletti, 59 anni, stava ultimando alcuni lavoretti all'interno del bar ristorante che gestiva al'ingresso del paese (il Panoramic-Grizzly) quando all'improvviso si è accasciato sotto gli occhi di uno dei ragazzi che lavorano lì, ha perso conoscenza e se n'è andato in un minuto. Infarto fulminante, con tutta probabilità. È scattato subito l'allarme, che ha visto giungere in pochissimi istanti (la sede è a pochi passi) i soccorsi: disperati i tentativi di rianimazione ma niente, il dottore ha dovuto constatare il decesso. È uno choc per tutti, perché Ezio era una delle colonne del paese: come gestore di un fondamentale luogo di ritrovo, come maestro della banda (da una quindicina d'anni ormai) e come amico, di straordinaria umanità.
Aveva perso da tempo i genitori: lascia i nipoti Cesare (tecnico del Comune di Palagano) e Cristina, cugini e parenti vari. Oggi alle 15 in chiesa il funerale, seguito dalle Onoranze Coriani. In musica, come avrebbe voluto, con la presenza di tre bande: Montefiorino, Palagano e Cavola. E non mancheranno gli Alpini, a cui la banda era strettamente legata. Ezio lunedì sera stava per andare a un Consiglio della banda in cui si doveva parlare proprio della partecipazione alla prossima adunata nazionale delle Penne Nere, a Milano il 10-12 maggio. Incontro subito annullato, ovviamente, tra le lacrime. E cordoglio profondo in tutto il paese, dove tutti lo conoscevano. «È un grave lutto per la nostra comunità – sottolinea il sindaco Maurizio Paladini – Ezio era un uomo straordinario, animato da un'incredibile passione per la musica che lo portava anche a sottrarre tempo alla sua attività di ristorazione. Sempre aperto, pronto ad accogliere chiunque con il suo sguardo bonario e i suoi modi affabili e gentili. Quanti pomeriggi a ospitare nel suo locale gli anziani per le gare di carte, quanti bambini sono passati da lui per il gelato e il biliardino... Ci mancherà tanto: il suo ricordo rimarrà per sempre nella storia del nostro comune e nella memoria di tutti». Adesso ci si interroga anche sul futuro del ristorante: ci sarà qualcuno che ne prenderà le redini? Ma è nella banda la ferita più profonda: Ezio ne faceva parte da quasi 40 anni, da sassofonista agli esordi (all'inizio degli anni '80) a colonna portante (anche nelle esibizioni tv: 5 in Rai) e quindi da maestro. «Sapevamo che aveva qualche problema di salute, ma nessuno pensava a una cosa del genere – sottolinea Claudio Tazzioli, fondatore della banda nel 1974 e presidente onorario – ogni tanto aveva delle crisi, ma le passava tutte. Aveva la musica nel corpo e nell'anima: anche se si sentiva poco bene e zoppicava, partiva lo stesso a dirigere e sostenere la banda. Gli urlavamo “Forza Ezio!”. Era un inno per lui. Se mancava qualcuno, prendeva il sax e dava manforte per coprire il vuoto. E quando finivamo, correva via sempre in quarta per riaprire il ristorante. Sopportava tutto, ma ti faceva presente l'errore per farti crescere. Era amato da tutti, perché apriva il cuore a tutti». —
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