La rabbia del sindaco Tosi «Il polo scolastico si farà»
Il primo cittadino: «Dopo lo stop della Soprintendenza faremo ricorso» Tantissimi cittadini all’assemblea pubblica: «Pronti a raccogliere firme»
«Una persecuzione». Così il vicesindaco di Fiorano Morena Silingardi ha definito il percorso che ha interrotto il sogno di costruire il nuovo polo scolastico e l’hospice a Spezzano, in zona Motta.
Il 21 gennaio, infatti, la Soprintendenza ha corretto il vincolo di tutela, stabilendo l’inedificabilità totale del terreno. È quanto emerso dall’incontro tra giunta e cittadini di lunedì a Casa Corsini. Il percorso, complicato, ha molte zone oscure. Per questo il sindaco Tosi ha espresso l’intenzione di usare tutti gli strumenti per ricorrere al Tar e al Ministero e «far luce su tutte le stranezze che ci sono state».
Tutto è partito dal progetto dell’amministrazione di porre in sicurezza le scuole e di renderle efficientemente energetiche, preferendo realizzare strutture nuove e all’avanguardia piuttosto che ristrutturare quelle esistenti.
Per ottenere il terreno su cui tanto si è dibattuto, il Comune ha fatto ricorso alla legge regionale 20 del 2000 che prevede l’accordo con i privati: la System, in cambio del permesso di ampliamento (con 500 posti di lavoro in più), calcolando 4 milioni di extraoneri, si è impegnata ad acquisire e a cedere il terreno di via Motta.
«Il percorso per la progettazione - ha proseguito Tosi - è avvenuto in continuo dialogo con la Soprintendenza». Il terreno in questione si trova in un triangolo di interesse storico: il castello di Spezzano, villa Menotti e casa Leonardi.
«Quando abbiamo scelto quel terreno, questo non era sotto giurisdizione della Soprintendenza, i vincoli sono stati posti tardivamente». Il 5 febbraio 2018, il soprintendente ha posto un primo vincolo indiretto che, in sostanza, stabiliva l’inedificabilità del terreno con eccezione di opere pubbliche: quindi, per il polo scolastico, nessun problema. «Abbiamo accettato - dice il sindaco con documenti alla mano - perché mai è stato messo in dubbio dalla Soprintendenza che noi potessimo costruire».
Il progetto è andato avanti, fino all’ultima versione illustrata di settembre 2018, consegnata alla Soprintendente Ambrosini. «Davanti all’ultimo progetto che aveva tenuto conto di un anno e mezzo di interlocuzione, la soprintendente si è mostrata favorevole, perché confacente alle condizioni del vincolo». Il 14 settembre il progetto viene depositato in Soprintendenza ma, nel frattempo, Italia nostra presenta un ricorso amministrativo al ministero chiedendo l’inedificabilità totale; il ministero, che avrebbe avuto tre mesi di tempo per rispondere, non si è ancora espresso. Il 21 gennaio, la Soprintendenza dapprima dice che il progetto non va più bene, poi corregge il vincolo di tutela, stabilendo l’inedificabilità totale: «A questo punto non si può più costruire su quel terreno. La cosa non è definitiva anche se sono portato a considerarla tale. La commissione di garanzia regionale deve confermare o modificare la proposta fatta dal soprintendente, quindi nei prossimi mesi si saprà qualcosa. Nel frattempo stiamo cercando zone alternative in cui poter realizzare il polo». Il sindaco si mostra amareggiato per la vicenda, e i cittadini si dichiarano pronti a raccogliere firme: «Se il vincolo fosse stato posto già nel 2017 avremmo preso atto della cosa, invece questo diniego è arrivato dopo due anni di lavoro. Se al mondo queste cose fossero comandate da una maggior correttezza e onestà intellettuale, sarebbe andata diversamente». —
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