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Modena aderisce al patto dei sindaci per l’ambiente

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Ridurre le emissioni di CO2 del 40 per cento al 2030; realizzare un’analisi dei rischi ambientali e delle vulnerabilità del territorio; individuare le conseguenti azioni di mitigazione e adattamento. Sono questi i principali obiettivi del nuovo Patto dei sindaci per il clima e l’energia che il Comune di Modena si è impegnato a sottoscrivere con l’approvazione unanime del Consiglio comunale ottenuta nella seduta di giovedì scorso.

Il contenuto del Patto è stato illustrato al Consiglio dall’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi che ha spiegato che «con l’adesione possiamo passare a scrivere il Piano d’azione, il programma di interventi che ci aiuterà a realizzare gli obiettivi per il quale il Comune metterà a disposizione risorse umane ed economiche e che prevede anche momenti di partecipazione dei cittadini per la condivisione delle scelte».

L’adesione al nuovo Patto dei sindaci conferma e amplia gli impegni già presi all’amministrazione modenese che ha sottoscritto fin dal 2010 il primo Patto dei sindaci, nato dall’iniziativa europea Majors Adapt sulla spinta degli impegni del protocollo di Kioto. L’obiettivo di quel Patto era ridurre i consumi di energia e le emissioni di CO2 del 20 per cento al 2020. Nel 2011 il Comune ha redatto il primo Piano d’azione la cui applicazione si è conclusa nel 2015 e che ha portato, come certificato dal monitoraggio realizzato dall’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile, a una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera in tonnellate equivalenti pari all’11,9 per cento in sei anni (dal 2009 al 2015), in linea con l’obiettivo di ottenere una riduzione del 20 per cento al 2020. —

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