"Io amo Finale" Quel cuore dei negozianti che vuole rianimare il centro
Ottanta installazioni posizionate davanti alle attività commerciali della piazza L’ideatrice Cinzia: «C’è grande partecipazione, significa che amiamo il paese»
FINALE. Hanno iniziato ad apparire nei giorni scorsi, prima uno poi un altro e un altro ancora fino a diventare quasi ottanta. Sono i grandi cuori con il motto “Io amo Finale” posizionati davanti a tante attività commerciali del centro storico. Li hanno messi i commercianti, mobilitati per dare impulso e vitalità ad un paese che, come tanti altri, sconta la concorrenza della grande distribuzione, della competitività degli acquisti su internet e l’onda lunga e devastante del terremoto che ha portato verso la periferia tanti servizi essenziali.
Eppure tra le due piazza e via Mazzini c’è chi ha scelto di non arrendersi anche di fronte a qualche notizia infausta (si parla di altre 25 partite Iva destinate a chiudere entro la fine dell’anno). E così il comitato dei commercianti ha lanciato la proposta, raccolta in massa e diventata contagiosa visto che anche il sindaco Sandro Palazzi, plaudendo all’iniziativa, ha chiesto di poter avere alcuni cuori da posizionare davanti alle sedi municipali come stimolo a voler bene al paese.
L’idea la racconta Cinzia Gianoli, titolare del negozio “Beauty”, tra le promotrici del progetto. «Volevamo organizzare qualcosa per le festività natalizie con l’obiettivo di attirare persone e clienti ma i tempi erano ristretti. Ma quando nella nostra chat interna è emersa l’idea dei cuori ci è piaciuta subito. Qualcuno ha proposto di disegnare cuori sulle panchine di piazza Verdi, magari per permettere ai passanti di fare qualche selfie. Già di per sé l’idea era bellissima, poi ho ricordato alcuni grandi fiocchi esposti dai negozianti di Cento durante il Natale e ho proposto le installazioni davanti alle nostre attività. Non pensavo ci sarebbe stata così tanta adesione, ma è la dimostrazione che abbiamo a cuore il nostro paese, che gli vogliamo bene e che siamo pronti e galvanizzati nell’impegnarci per ridargli vitalità. Io vengo dalla borgata di Casoni, ripenso a quando ero ragazzina e venire in paese era il momento più importante della settimana. Ecco, ci abbiamo messo tanto cuore».
Le richieste arrivano in continuazione, i primi ottanta ordini richiedono un’ulteriore integrazione. «Ne abbiamo ordinati altri in un’attività di Finale. Ci siamo trovati tutti insieme per mandare un messaggio: dateci la prima possibilità. Quando pensate di acquistare qualcosa, dico qualsiasi cosa, passate prima nei negozi del vostro Finale, dateci la prima possibilità, prima di internet, prima dei centri commerciali, prima di tutto. Noi ce la stiamo mettendo tutta, se collaborate qualcosa cambierà».
E così i selfie con i telefoni cellulari non arrivano stando comodamente seduti sulle panchine della piazza, ma passeggiando per tutto il centro storico, fermandosi davanti ad una vetrina, entrando a fare acquisti per riaffermare la bellezza del paese e la voglia di superare un momento storico complesso, ma che non ha ancora annullato la passione di quelli che resistono. —
F.D.
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