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la conferenza  

Truffe agli anziani e agli adolescenti I trucchi per non cadere in trappola

Maria Pettinato

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La sicurezza è stata al centro della conferenza che si è tenuta allo Sporting Club di San Michele dove si sono alternati relatori d’eccezione, dal maggiore Fabrizio Picciolo, comandante dei carabinieri di Sassuolo, all'avvocato Stefano Vincenzi, fino al dottor Roberto Nesci, investigatore privato per l’agenzia Nero Tk srl e al cavalier Corrado Ganassi.

Il sindaco Claudio Pistoni ha aperto la conferenza, parlando di come la sicurezza in città stia aumentando grazie anche al progetto di Controllo di vicinato che a Sassuolo vanta 24 gruppi e 500 cittadini presenti.

Il maggiore Picciolo ha incentrato il suo discorso sulla sicurezza per le fasce deboli. Tantissimi i trucchi usati dai malviventi per ingannare le persone. «Il primo consiglio che do a tutti, in particolare agli anziani - ha affermato Picciolo - è quello di non aprire a nessuno. Le truffe più comuni sono attuate, infatti, da sedicenti operatori delle compagnie di gas e luce che con tanto di casacca e tesserino spiegano di dover effettuare falsi lavori. Può essere utile fare una lista ai propri genitori di numeri da chiamare in caso di necessità. Un’altra truffa è quella dell’avvocato che chiama a casa per informare di un falso incidente di un proprio caro e richiede così un pagamento».

Anche nelle famiglie accadono le stesse cose e i protagonisti sono i minori, i quali non hanno la possibilità di tutelarsi perché le informazioni sul web sono fuorvianti. Basta cliccare un banner o aprire una mail con un file allegato e il gioco è fatto.

«Sia nelle aziende, sia nelle famiglie - spiega Nesci - è opportuno tutelarsi facendo una copia di back up, o avvalersi di consulenti che possono dare informazioni sulla parcellizzazione delle informazioni. Si tende a una condivisione spropositata sul web di informazioni sensibili: i minori danno tranquillamente la propria identità, il numero di telefono. Nelle aziende accade la stessa cosa attraverso il cosiddetto fenomeno del social engineering”. Questo è un attacco mirato a singole persone in azienda. «Si attivano delle mail insidiose - continua Nesci - che fanno sì che tutto il sistema informatico aziendale venga criptato attraverso una richiesta di riscatto, solitamente da pagare in bitcoin, e l’azienda si ritrova a dover agire in 48, massimo, 72 ore». —

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