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Caro matrimonio, quanto mi costi? I Comuni affittano e... incassano

Gaetano Cervone
Caro matrimonio, quanto mi costi? I Comuni affittano e... incassano

Modena è tra i pochi a concedere gratuitamente gli spazi Tra i luoghi meno economici Carpi, Maranello e Formigine

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In dieci anni le coppie che nella provincia di Modena si sono sposate in Comune, rinunciando così al rito religioso, sono passate dal 48,6% al 65,1%. Un vero e proprio boom tra il 2007 e il 2017 (ultimi dati Istat) che vede il territorio modenese ben oltre la media nazionale (46,9%) e che non ha lasciato indifferenti le amministrazioni comunali che si sono ben attrezzate per monetizzare la corsa al rito civile.

Il risultato è un vero e proprio tariffario per usufruire delle “case comunali” - le uniche dove per legge è consentita la celebrazione riconosciuta dallo Stato - e che si differenzia a seconda della città, del giorno, della location e perfino delle ore di utilizzo ma che, con rarissime eccezioni, rende difficile sposarsi di domenica o di sabato pomeriggio, a meno che non si sia disposti a spendere anche fino a mille euro per l’utilizzo della location.

Qualche esempio? Affittare 12 ore il teatro Enzo Ferrari a Maranello per la celebrazione viene a costare 1.108 euro (iva esclusa), costo che si riduce a 878 euro per 8 ore o 601 euro per 4 ore; a Carpi si spendono 1.030 euro (iva esclusa) per sposarsi di domenica o il sabato pomeriggio nel Teatro Comunale o nel Cortile d’onore Palazzo dei Pio, costo che si riduce a 721 euro se uno degli sposi è residente; le nozze nel Castello e nel parco di Formigine prevedono un esborso fino a 800 euro, ma si risparmiano 200 euro se uno degli sposi è residente o se si decide di non usufruire del parco “limitandosi” all’uso del Loggiato al primo piano (dai 400 ai 500 euro) o della sala matrimoni (dai 300 ai 400 euro).

Luoghi mozzafiato ricchi di storia e di significato, indubbiamente. Negli stessi comuni si possono però trovare soluzioni più economiche, talvolta anche gratuite, ma occorre di fatto rinunciare al rito ufficiale della domenica o del sabato pomeriggio. I matrimoni civili non comportano ulteriori spese soltanto se celebrati nelle sale comunali di giunta e consiglio negli orari d’ufficio, ovvero in settimana o al massimo il sabato mattina.

Sono rare le eccezioni nei dieci comuni più popolosi della provincia e tra questi c’è Modena che mette a disposizione gratuitamente per i promessi sposi le tre sale storiche anche la domenica mattina.

Sotto la Ghirlandina non c’è alcun tariffario, le celebrazioni sono sempre gratuite e senza distinzioni tra residenti e non residenti; al massimo, chi vuole strafare, può chiedere il tappeto rosso al costo di 88 euro (iva inclusa).

Ci si può sposare solo nelle sale comunali, per altre sedi occorre una specifica delibera della giunta, ma è successo soltanto nel dicembre del 2003 in occasione del matrimonio di Luciano Pavarotti e Nicoletta Mantovani, celebrato dal sindaco Giuliano Barbolini al Teatro comunale con 700 ospiti da tutto il mondo.

Anche a Fiorano Modenese la domenica mattina è possibile sposarsi gratis nella sala della giunta, ma soltanto se uno dei due sposi è un residente. Per il resto è tutto uno barcamenarsi tra tariffe in base a location, giorni, orari, ore di utilizzo, residenza degli sposi.

A spiccare per le tariffe non proprio economiche è Carpi dove sposarsi fino al sabato mattina può anche non comportare costi (se almeno uno dei futuri coniugi è residente), ma se invece si sceglie il sabato pomeriggio o la domenica mattina le cose cambiano. E anche tanto.

Le “case comunali” dove può celebrarsi il rito che deve durare al massimo un’ora sono tre e, come costi, si parte dai 577 euro della la platea del Teatro Comunale ai 721 del Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio.

I costi sono intesi senza iva e lievitano fino a 1.030 euro se invece non si è residenti. Insomma: il bello si paga, ma molto di più nel fine settimana che nei giorni feriali, dove le stesse location hanno dei costi mediamente inferiori di 200 euro. Ovviamente non è solo questa la ragione, come lasciano trapelare dall’amministrazione comunale che, interpellata per una dichiarazione, preferisce non commentare.

Ci sono ovviamente le spese di pulizia, assistenza e custodia, riscaldamento e consumi elettrici e l’utilizzo del Teatro richiede inoltre la presenza dei Vigili del Fuoco; questo riguarda in maniera uguale tutti i Comuni che adottano però soluzioni (e tariffe) diverse tra loro con buona pace per le tasche dei promessi sposi della domenica e del sabato pomeriggio. —



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