Truffò una famiglia di terremotati Condannato imprenditore di Cavezzo
NOVI. Era il 2013 quando una famiglia di Sant’Antonio in Mercadello, che a distanza di sei anni rimane ancora fuori dalla propria casa in attesa della delibera del contributo per la ricostruzione, denunciò il raggiro. Ai carabinieri di Novi aveva raccontato che un imprenditore edile di Cavezzo aveva incassato circa 60mila euro in anticipo, ma che la ristrutturazione si era bloccata a causa di una documentazione tecnica falsificata. Claudio Incerti, rappresentante dell’impresa edile, aveva infatti consegnato due Documenti Unico di Regolarità Contributiva (Durc) artefatti al tecnico incaricato di procedere con il caricamento sulla piattaforma Mude di tutti gli incartamenti necessari a ricevere il contributo regionale.
Lo ha stabilito il giudice Federico Maria Meriggi durante l’udienza preliminare che si è tenuta ieri in tribunale. Il gup ha infatti condannato, con rito abbreviato, l’imprenditore, in qualità di unico imputato, a sei mesi e 80 euro di multa con pena sospesa se nei prossimi tre mesi rifonderà la famiglia truffata con una provvisionale di 12mila euro e pagherà le spese legali.
Le vittime, rappresentante dall’avvocato Meri Baraldi, hanno accolto con sollievo la decisione del giudice, ma rimangono nel limbo per quanto concerne la ricostruzione dell’abitazione, tuttora in fase di analisi da parte dei tecnici del Comune. Il tutto dopo aver versato, con l’ambizione di tornare a casa il prima possibile, oltre 57mila euro di anticipo all’imprenditore con i Durc falsificati e datati 14 novembre 2013 e 22 febbraio 2014. —
F.D.
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