Cigarini: «I Kalinka boys distruggono la sinistra»
«I Kalinka Boys hanno distrutto quello che rimaneva della sinistra. Quello che restava, a Carpi, di un partito che ha ben poco a che fare con la tradizione politica della nostra terra. E ora si sta diffondendo un vittimismo che impedisce di affrontare i temi della città». Così tuona Werther Cigarini, sindaco di Carpi tra gli anni Settanta e Ottanta. Nel mirino, come Cigarini ha ampiamente documentato nel suo libro, i Kalinka Boys, ovvero quella classe dirigente al governo della città, cresciuta politicamente nel locale di via Tassoni. Anche durante il suo mandato di Cigarini il Comune fu al centro di un’indagine. «Era una storia di abusi edilizi - racconta l’ex primo cittadino - Arrivarono avvisi di garanzia per una casa colonica: un fienile era un po’ più alto del consentito. La vicenda non è mai arrivata a processo, ma per alcuni mesi abbiamo “ballato”. Oggi, il dossieraggio sembra una lotta di potere all’interno del Pd che probabilmente si ritorcerà contro chi l’ha provocata. Una vicenda inquietante, segno della degenerazione della politica. Mi fa sorridere, poi, che l’ex sindaco Campedelli faccia il moralizzatore...». «Morelli, se non arriverà lo scagionamento completo, è politicamente finito - aggiunge Cigarini - Nessuno può permettersi di candidarlo, altrimenti». L’ex primo cittadino fa osservazioni anche sull’accusa di voto di scambio. «Che Morelli fosse parte di un sistema di potere locale l’ho già detto. Sono metodi che non mi piacciono, rientrano nel lato brutto della politica. Ma si sapeva, era un dato politico evidente, che questo sistema di potere ci fosse. Ed è preoccupante che non si scelga il meglio quando si parla di incarichi, ma il più fedele, l’amico. Le ambizioni personali prevalgono su tutto». Sulla speranza del Pd di vincere in maggio Cigarini dice: «La situazione è allo sfascio». —
S.A.
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