Giovanni Rana racconta una vita per i tortellini
MIRANDOLA. Giovanni Rana, leader mondiale nel settore della pasta fresca, è stato ospite di Lions, Rotary e Kiwanis a Villa Tagliata, dove ha raccontato la storia della sua vita: partendo da garzone con pochissima scuola, ha saputo coagulare intorno a sé un impero industriale. Il Gruppo Rana fattura oggi circa 800 milioni di euro e impiega 3000 persone, nei due stabilimenti di S. Giovanni Lupatoto (VR) e Chicago (USA).
Rana è stato ospite d’onore nell’ intermeeting dei club Rotary, Lions di Mirandola e Kiwanis di Modena. Presentato dai tre presidenti Philippe Lejeune, Nunzio Borelli e Fausto Nicolini, ha raccontato l la sua avventura ad un pubblico non solo attento, ma anche riconoscente: nei mesi immediatamente successivi al terremoto del 2012, Rana fece infatti pervenire concreti aiuti a coloro che erano rimasti senza casa.
Per Rana, tutto ebbe inizio quando intuì intorno al 1960, «la crescente occupazione femminile avrebbe drasticamente ridotto il tempo disponibile alle donne per preparare i tortellini e reso crescente il loro bisogno di trovarli già pronti». Assieme all’allora fidanzata e a un paio di operaie, cominciò «a confezionarli e offrirli» nella zona in cui viveva, con una moto Guzzi (che ancora conserva) per le consegne ai primi clienti. E fu subito un successo, al punto che Rana dovette costruire in fretta e furia un laboratorio di 1000 metri di superficie. Rana ama ricordare come “i primi soldi” gli furono «prestati da un privato, un contadino, che, invece, ebbe fiducia» in lui.
L’affermazione sul mercato comportò la rivoluzione industriale e l’arrivo delle macchine. Qualcuno, come Barilla, si fece avanti con un’offerta per l’acquisto dell’azienda, ma Giovanni preferì conservare l’indipendenza.
Oggi il Gruppo Rana è gestito dal figlio e dai manager, mentre Giovanni conserva la posizione di mitico promotore dei prodotti.
Oltre alla leadership in Europa, Rana è andato alla conquista degli Stati Uniti, costruendo uno stabilimento nella zona di Chicago e perseguendo, con ottimi risultati, politiche di espansione commerciale anche in Giappone, Australia, Brasile e Cile, ai quali vorrebbe far seguire la Russia. «Fabbrichiamo tortellini con 180 diversi tipi di ripieni e la supervisione di 4 cuochi di varia nazionalità». Gli sviluppi dell’immediato futuro prevedono i tortellini biologici e quelli “gluten free”, per accontentare nuove nicchie di mercato. —
Vale C.
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