Gazzetta di Modena

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Rivoluzione al Sant’Agostino Al comando arriva Felicori

Stefano Luppi
Rivoluzione al Sant’Agostino Al comando arriva Felicori

Alla guida del polo culturale che cambierà volto alla città arriva l’uomo che ha saputo valorizzare la Reggia di Caserta

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La Fondazione Cassa di risparmio e il Comune segnano un punto importante e, fino al 2022, portano a Modena il manager in pensione Mauro Felicori. Felicori, 67 anni, ultimo incarico alla statale Reggia di Caserta dove ha raddoppiato le presenze in tre anni gestirà la “patata bollente” numero uno in città, il Sant’Agostino. Il manager con decenni di lavoro al Comune di Bologna è il nuovo capo e sarà dotato di una piccola struttura autonoma di personale in via di costituzione che gestirà “Ago - Modena Fabbriche Culturali”. Insomma avrà “mani libere” o quasi. Come si ricorderà, l’ex ospedale posto di fronte al Palazzo dei Musei da anni è al centro di polemiche e ricorsi al Tar e non può al momento essere restaurato come meriterebbe. C’è stato, infatti, un via libera alla variante urbanistica da parte del consiglio comunale, ma manca ancora il fondamentale via libera della Soprintendenza per quanto riguarda le demolizioni. L’ente di tutela statale al momento tergiversa e senza l’ok dello Stato proprio il cantiere di restauro (e alcune nuove costruzioni comunque non obbligatorie) non può partire. Nelle settimane scorse proprio la soprintendente Cristina Ambrosini ha detto no all’aggiunta di parti moderne presso lo storico Palazzo dei Diamanti di Ferrara. Ora dirà sì a Modena, dove la situazione non è certo identica, ma almeno simile sì. Si vedrà quel che accadrà anche con la nomina di Felicori, per ora il sindaco Muzzarelli si dice meno ottimista di un tempo quando contava di aprire il cantiere prima delle elezioni. E ora le amministrative di fine maggio si avvicinano. Certo Felicori è un nome pesante e non si può non immaginare che il suo ruolo altamente operativo non possa magari incidere al Ministero dei beni culturali che comunque ha cambiato “segno” politico. Lui, in via generica si limita a dire: «Sono ottimista e ho fiducia nel lavoro perché solo così si risolvono i problemi: certo non partiamo da un foglio bianco perché le diverse istituzioni del sistema Modena qui partecipano tutte».

Il 67enne, bolognese, già direttore della Reggia di Caserta, dirà ovviamente la sua pure sull’altra importante parte di quello che l’ex ministro Dario Franceschini ha chiamato “Terre Estensi”. Ossia il restauro che il sindaco Muzzarelli presto presenterà relativo al restauro dell’ex ospedale Estense dove saranno potenziati e rinnovati gli istituti culturali presenti nel Palazzo dei Musei. Ci sono circa quindici milioni di euro già sicuri, mentre altri finanziamenti sono della Fondazione Cassa: questi ultimi si concentrano sul Sant’Agostino, dove Felicori “governerà” il trasferimento della Fondazione Modena Arti Visive, la collaborazione con i Musei Universitari, la gestione di parte delle collezioni librarie della Biblioteca Estense oltre ai laboratori per lo sviluppo delle digital humanities e il Fem-laboratorio di didattica innovativa. Finiranno almeno le polemiche relative a un restauro - partito nel 2007 - e senz’altro in parte mal gestito visto che tra l’altro ha visto praticamente eliminata la “firma” di una archistar come Gae Aulenti? Il nuovo nominato - che a Modena vede operativo un altro pezzo da Novanta come Paolo Verri, l’ideatore di Matera Capitale europea della cultura 2019 - ci metterà tutta la sua esperienza. Non poca, visto che prima della Reggia di Caserta, portata in tre anni da 450 mila a 900 mila visitatori, è anche stato numero uno di “Bologna capitale europea della cultura” nel 2000. Intanto arrivano i primi commenti sulla nomina: «Una grande opportunità - spiegano i responsabili cultura del Pd Federica Di Padova e Vincenzo Pezzitola - che la Fondazione Cassa di risparmio e Modena hanno saputo cogliere. Mauro Felicori ha dimostrato di saper unire la grande attenzione agli aspetti culturali a quelli più gestionali». —



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