Gazzetta di Modena

Modena

la replica di bagnoli 

«Al mio arrivo ho trovato l’Estense allo sfascio»

S.L.

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«Alla Biblioteca Estense quando sono arrivata - spiega Martina Bagnoli, direttrice delle Gallerie Estensi - la maggior parte delle collezioni di libri rari non era disponibile nei cataloghi informatici usati dai lettori. Le sale storiche erano come magazzini, piene di materiale non più in uso e abbandonato nei corridoi. In più c’erano manoscritti lasciati in preda ad infiltrazioni d'acqua e una mostra permanente aveva sempre gli stessi manoscritti aperti da anni, contro ogni sana regola di tutela. L'impianto di spegnimento antincendio non funzionava».

Durissima la replica delvertice delle Gallerie Estensi all’ex direttore Ernesto Milano che ieri ha lanciato un appello al ministro dei Beni Culturali che chiedeva il ritorno all’ autonomia per la grande biblioteca.

«Leggo con sorpresa - continua Bagnoli - le esternazioni dell’ex direttore ma l’accorpamento ha portato nuova vita ad un istituzione che al mio arrivo era moribonda. Certo se consideriamo il numero dei dipendenti, la Biblioteca di oggi è molto ridotta rispetto a quella dei miei illustri predecessori: un problema comune a tanta parte della pubblica amministrazione. Ma sarebbe anche legittimo chiedersi che cosa hanno fatto tutte queste persone nel corso di lunghi anni? Come hanno lasciato la biblioteca prima della riforma Franceschini? Per non parlare poi dei programmi di digitalizzazione cominciati e poi abbandonati. In totale un’ eredità di1,3 terabyte di scansioni che erano praticamente inutilizzabili».

«Dal mio insediamento - aggiunge - è cominciato un costante lavoro di catalogazione dei libro antico (5mila volumi oggi sul catalogo online del Polo modenese), la sala Campori ospita mostre a rotazione, mentre la sala espositiva al piano terra fa da vetrina allo straordinario patrimonio della biblioteca, in particolare quello meno conosciuto. Le collezioni sono oggetto di studio con tre assegnisti che lavorano da un anno a catalogare fondi. È pure partito un programma di digitalizzazione per creare una biblioteca digitale al lato di quella fisica. Solo facendo così ci si può assicurare che la Biblioteca resti in vita». —

S.L.

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