«Felicori, vero regista sul campo per far finalmente decollare Ago»
Il presidente della Fondazione Cavicchioli spiega la scelta del manager e come svolgerà il suo lavoro
«Mauro Felicori ha apprezzato il progetto culturale di ‘Ago Modena Fabbriche culturali’ e dispone delle competenze e dell’esperienza giuste per questo. Al manager sono stati assegnati budget, risorse umane ed obiettivi e per noi è un grande acquisto».
Inizia da qui il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Modena Paolo Cavicchioli nello spiegare come si è arrivati alla scelta dell’ex capo della Reggia di Caserta per guidare il percorso che porterà alla nascita del polo culturale di piazza S. Agostino.
Felicori è un manager che, dopo anni in Comune a Bologna e prima delle pensione, si è misurato con l’autonoma gestione del monumento in Campania raddoppiando i visitatori fino a portarli a quota 900mila. Un tema importante per la città visto che l’ex ospedale Sant’Agostino - sempre in attesa di un eventuale via libera della Soprintendenza per quanto riguarda il restauro e alcune demolizioni - è un tema centrale nella campagna elettorale.
Presidente perché avete scelto Felicori?
«Come le dicevo ha le giuste caratteristiche per contribuire a realizzare Ago e inoltre è una persona molto capace di lavorare con gli altri. Quest’ultimo aspetto è stato determinante nella sua scelta».
Come è avvenuta e c’erano altri candidati per l’incarico?
«Altri candidati? Come Felicori no».
Lei ha condiviso il nome di Felicori con il sindaco?
«La decisione é stata condivisa con tutti i partecipanti al progetto Ago, ovviamente anche con il sindaco Muzzarelli, oltre che con l’assessore alla Cultura Gianpietro Cavazza, la direttrice delle Gallerie Estensi Martina Bagnoli e il rettore Angelo O. Andrisano».
Quali sono i compiti principali di Felicori?
«Mauro Felicori è responsabile di una struttura operativa che coordinerà i progetti di Ago e ne seguirà la comunicazione, risponderà al comitato strategico del progetto composto da Comune, Unimore, Gallerie Estensi e Fondazione».
A Modena, appunto intorno al progetto, operano molte ‘“grandi firme” della cultura: Bagnoli, Gino Lugli e Diana Baldon alla Fmav, ma soprattutto il capo di Matera 2019-Capitale europea della cultura Paolo Verri. Soprattutto quest’ultimo è un manager, in che forme sarà la collaborazione con Felicori?
«Paolo Verri é un consulente strategico del progetto, Felicori sarà il regista su campo e avrà responsabilità organizzative dirette per l’attuazione del progetto culturale dell’ex ospedale».
Cosa presenterete e quando visto che ieri il neo-nominato ha parlato di posizionamento imminente al Sant’Agostino dei centri Digital Humanities, didattica e Modena Arti Visive?
«Alla Fondazione e a tutte le istituzioni coinvolte interessa che i luoghi inizino ad impossessarsi delle loro funzioni. Già da diversi mesi le istituzioni culturali coinvolte stanno collaborando su vari progetti, anche conl’ateneo. Credo che Felicori abbia colto questo aspetto molto bene e saprà dare un contributo determinate per rafforzare il metodo di lavoro avviato».
La sua struttura operativa dipenderà dal Segretario generale della Fondazione Benedetti e avrà personale apposito?
«Le priorità le deciderà lui insieme al comitato tecnico di Ago, a Felicori sono stati assegnati budget, risorse umane ed obiettivi per tutto ciò».
Il nuovo capo di Ago è appena stato nominato dal governatore della Campania Vincenzo De Luca alla gestione della Fondazione Ravello, non teme “distrazioni”?
«Il manager ha scelto Modena e questo progetto come sua priorità per i prossimi tre anni e penso che Ravello rappresenti un impegno prestigioso, ma limitato nel tempo». —
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